Festival di Sanremo, Gerry Scotti contro Fabio Fazio e Maurizio Crozza: furono inadeguati

Festival di Sanremo, Gerry Scotti spara a zero contro Fabio Fazio e Maurizio Crozza: l'anno scorso inadeguati

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    Festival di Sanremo, Gerry Scotti contro Fabio Fazio e Maurizio Crozza. Intervistato dal settimanale Oggi, il conduttore di Io canto ha parlato, tra l’altro, degli stipendi dei due artisti liguri, e della mezza figuraccia rimediata da entrambi durante lo scorso Festival di Sanremo. Racconta Scotti: “Ho sentito che Fazio s’è tagliato il compenso ma sempre tanti euro prende e poi viale Mazzini sta trattando un ingaggio da favola con Maurizio Crozza, un personaggio che ‘tira’ l’ascolto. Ma lui, come altri sinora, hanno lavorato in un ambiente protetto, senza commissioni e senza censura“.

    Dopodiché, il presentatore pavese ha rievocato l’ospitata di Crozza a Sanremo l’anno scorso, quando la sua esibizione venne interrotta dalle grida di qualche contestatore: “Crozza lo trovo bravissimo, ma a Sanremo, fuori dal suo habitat è andato nel pallone alla prima contestazione. E Fazio non ha saputo intervenire tempestivamente per evitare il corto circuito. Ci fosse stato Baudo si sarebbe sdraiato in mutande sul palcoscenico purché lo spettacolo continuasse senza intoppi“.

    Non le manda a dire, insomma, Scotti, che poi ha parlato anche di soldi. “Io lavoro in una tv commerciale che vive di pubblicità e non di canone e vi assicuro che facciamo miracoli per mantenere un livello decente delle trasmissioni. Rispetto il denaro, ma ho smesso di credere nei soldi quando non sono riuscito a salvare né mio padre né mia madre“.

    Insomma, nel momento in cui sembra avvicinarsi l’ora del suo ritiro (ha sempre dichiarato di voler abbandonare le scene al compimento dei sessant’anni), lo zio Gerry decide che è il momento di abbandonare l’aria bonaria che l’ha sempre contraddistinto e togliersi qualche sassolino dalle scarpe: piccolo, magari, ma appuntito. Solo pochi giorni fa, per esempio, in un’intervista al Giornale si era lamentato a causa delle scarse celebrazioni per i suoi trent’anni di permanenza a Mediaset.

    Chissà che magari a Cologno e dintorni, per rimediare, non gli permettano di coronare il suo sogno: “Fra le sfaccettature del mio carattere ce n’è uno poco noto. L’irriverenza. In radio lo praticavo, in tv è rimasto celato. Io sono perbene, non perbenista. Così penso che si possa essere come Piero Chiambretti che è irriverente ma certamente anche perbene. Così Gerry Scotti alle Iene sarebbe un’operazione alla Quentin Tarantino. Divertente, senza contraddire il personaggio“.

    Diciamo che si sta allenando bene, a essere irriverente.