Festival di Sanremo 2014, Rufus Wainwright: il talento affossa le polemiche

Ospite musicale al Festival di Sanremo 2014, Rufus Wainwright ha messo a tacere tutte le polemiche con il proprio indiscusso talento

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    Festival di Sanremo 2014, Rufus Wainwright: il talento affossa le polemiche

    In barba alle polemiche, Rufus Wainwright ha illuminato il Festival di Sanremo 2014 con il proprio straordinario talento, lasciando le chiacchiere a zero. Come spesso in questi casi, i fatti valgono molto più delle parole e, nella fattispecie, le canzoni e la voce dell’artista hanno detto tutto quanto c’era da dire.

    Nato a New York nel 1973, Wainwright è statunitense di nascita ma canadese d’adozione, nato da due cantanti folk. Si è accostato al mondo della musica fin da piccolissimo e già a sei anni ha iniziato a suonare il pianoforte, per poi partire per un tour a tredici anni, in compagnia di madre, sorella e zia. Nel 1990 è stato nominato ai Juno Award come vocalist maschile più promettente, grazie al brano ‘I’m Running’ eseguito per la pellicola cinemtografica ‘Tommy Tricker and the Stamp Traveller’.

    Il grande salto è avvenuto otto anni dopo, quando Rufus è stato scritturato dalla Dreamworks e ha pubblicato il suo primo album omonimo, ‘Rufus Wainwright’.

    Ha collaborato con artisti del calibro di Robbie Williams, Robert Wilson, Joni Mithchell, Lou Reed, Shirley Bassey, David Byrne, Boy George, Mark Ronson ed Elton John, che l’ha addirittura definito ‘il più grande cantautore esistente sul pianeta‘.

    Il suo stile raffinato ed elegante ha conquistato pubblico e critica e Fabio Fazio ha insistito molto per averlo all’Ariston. Dopo aver ascoltato i pezzi che ha portato a Sanremo, comprendiamo bene il perché. La voce calda e vellutata di Wainwright culla l’ascoltatore e lo trasporta in una dimensione quasi eterea.

    L’artista ha cantato, accompagnandosi al pianoforte, il meraviglioso brano ‘Cigarettes and Chocolate Milk’, per poi dedicarsi a una magistrale interpretazione di ‘Across the Universe’ dei Beatles. Meraviglioso il testo e splendide le sonorità, a conferma del grandissimo talento di quest’ospite.

    C’era tanto timore per le polemiche sulla presunta blasfemia delle sue canzoni, ma l’unico delitto sarebbe stato quello di non farlo esibire. Coccolato da Fazio, Wainwright ha dichiarato di essere un grande appassionato di Verdi e di non amare affatto i pregiudizi. Al cantante non piace giudicare nè essere giudicato e lui lo sa bene, dato che ha passato una vita a combattere per la propria identità sessuale. Ma alla fine Rufus ha fatto coming out e ha trovato piena realizzazione nella possibilità di essere se stesso.

    Tanto rumore per nulla, per fortuna ci ha pensato l’arte a zittire tutti e a parlare per sè.