Festival di Sanremo 2014, Luciana Littizzetto: il monologo sulla bellezza della diversità [VIDEO]

Festival di Sanremo 2014, Luciana Littizzetto: il monologo sulla bellezza della diversità [VIDEO]

Il monologo sulla bellezza di Luciana Littizzetto al Festival di Sanremo 2014

    il monologo di 'Lucianina' sulla bellezza

    Difficile parlare di bellezza in generale, eppure questo Festival di Sanremo 2014 prova a declinare in più modalità questa grande ambizione. Dopo ospiti illustri dal mondo della cultura e dello spettacolo tocca a Luciana Littizzetto l’interpretazione in chiave comica con un monologo che strappa più di un sorriso ed anche parecchie riflessioni.

    Cacciato Fabio Fazio, Lucianina entra nel vivo del suo intervento, chiedendosi il motivo della loro presenza in relazione al tema della bellezza: ‘Come mai hanno chiamato noi di lineamenti fragili e stazza debole?‘. Distrutto Fazio – ‘Senza spina dorsale ma con una lisca di pesce e la peluria anziché la barba‘ – la comica torinese parte con parecchie battute esilaranti ricordando come la barba nei maschi aiuti: ‘Una barba di tre giorni su Degan fa figo, su Scajola sgomenta’. Diverso è è il caso della barba femminile stile ‘coda di una nutria‘. C’è tempo anche per un appello per far tornare insieme la Bellucci e Cassel: ‘E’ come buttare la schedina del 13 dicendo di preferire lo scarabeo‘.

    Ma la categoria presa di mira dalla Littizzetto è quella delle donne ossessionate dalla bellezza e devote ad azioni quali ‘stirare, piallare, segare’. Gli interrogativi sui prodigi subiti dalla fisicità di alcune donne sono particolarmente affascinanti: ‘A 30 anni sembrano la nonna di Silvan, a 50 anni diventano la velina di Striscia’. Differente la situazione per le donne famose: ‘Noi dello spettacolo abbiamo le luci di San Siro, Luce forte, santa subito.. Sotto le luci fighissime, appena si spostano salta la megera. Se mi vedeste dietro le quinte sembro una crosta di pane toscano‘. Finalmente per tutte le donne ‘normali’ Lucianina sbugiarda le belle senza far nulla con un bel vaffa da applauso. In compenso l’attrice, la Fornero e Ligabue sono accomunati dalla stessa ruga.

    Ma il clou dell’intervento, quello che ci piace di più è il finale: ‘La verità è che ciascuno è bello a modo suo e non significa perfezione. Siamo tutti diversi, un mondo di uguali è orribile, è il nazismo che ammazzava i deboli e i diversi‘. L’attrice a sostegno di questa condivisibilissima tesi fa i nomi della modella tetraplegica Gillian, Alex Zanardi che scherza sul fatto che non ha più le gambe, Lucia Annibali sfigurata dall’acido dall’ex fidanzato, Seb modello down. In Italia è proprio diverso: quelli che faticano a stare al passo pur avendone il diritto non sono rappresentati. Ma perché la Ferrero e la Barilla non includono un bimbo down nei loro spot? Forse, più che nascondersi dietro la paura di spiegare il diverso ai bambini bisognerebbe dare una chiave di lettura della vita ben più complessa: ‘Cara mamma, se sai spiegare perché quella ha i due dirigibili al posto delle tette può spiegare anche il resto, altrimenti se gli facciamo credere che il mondo è quello dei cartoni animati non ci sorprendiamo se vede uno sporco e ubriaco gli dà fuoco, i fiammiferi glieli abbiamo dati noi‘.

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