Festival di Sanremo 2014, il ‘Fazio bis’ stenta a decollare: buona la seconda?

Festival di Sanremo 2014, il ‘Fazio bis’ stenta a decollare: buona la seconda?

Festival di Sanremo 2014: il Fazio bis stenta a decollare

    Il Festival di Sanremo 2014 è cominciato. Tanta attesa per il bis di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, subito arrestata dalla protesta dei due lavoratori che hanno minacciato di gettarsi dalla balconata dell’Ariston. Partenza difficile, dunque, per la kermesse, come anche sottolineato da Fazio subito dopo il guasto al sipario che ha creato un vuoto di circa quindici – venti secondi (un’eternità per chi conosce i tempi televisivi), lasciando basiti telespettatori e presenti in sala: “Come inizio non è male, l’inizio doveva essere un altro, quindi dovremo improvvisare”, ha detto il conduttore. Ma facciamo un passo indietro.

    La 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana è stata annunciata dall’anteprima di Pif: il conduttore de Il Testimone ha riproposto la formula del programma di Mtv, raccontando il Festival, la sua enorme macchina organizzativa e la città di Sanremo in chiave diversa. Esperimento ben riuscito, finalizzato probabilmente ad avvicinare il pubblico giovane a quello che è il programma più importante della televisione italiana, non sempre seguitissimo da questa fascia di telespettatori.

    La serata, dicevamo, è stata subito movimentata per via della protesta dei due lavoratori napoletani che hanno minacciato il suicidio. A chi è nato prima degli anni ’90 saranno tornate in mente le immagini di Sanremo ’95 targato Pippo Baudo, quando Pino Pagano tentò di suicidarsi gettandosi dalla balconata e fu proprio il conduttore a salvarlo. Per anni si parlò di evento orchestrato, ma Pippo ha sempre negato. In molti ieri sera si saranno posti la solita domanda: era tutto già scritto o un semplice déjà vu? Beh, considerata la crisi e le difficoltà che più della metà del Paese sta attraversando, è molto probabile che si trattasse di disperazione vera.

    Al di là del tentato suicidio bis, però, la partenza è stata un po’ lenta: le aspettative – dopo gli ottimi risultati della scorsa edizione – erano altissime, quindi ci si aspettava di più, anzi, forse la definizione esatta non è qualcosa di più, ma qualcosa di diverso, non più o meno, semplicemente diverso. Sì, perché abbiamo già visto qualcuno che toglie (o indossa) le scarpe sul palco (vedi Geppi Cucciari a Sanremo 2012 targato Morandi) e la letterina della Littizzetto, già proposta nel 2013, non ha fatto sbellicare dalle risate.

    Che dire, poi, del ritorno all’Ariston di Laetitia Casta? Lei è sicuramente cambiata, non è più la Laetitia di quindici anni fa: adesso parla in italiano, è più sicura, più consapevole e meno spaurita.

    La gag con Fazio, però, non è stata eccelsa né accattivante, in alcuni punti persino troppo lenta, anche se nella seconda parte, nonostante fosse evidentemente tutto già scritto, ha acquistato vigore e per un attimo è sembrato che i due si divertissero veramente.

    Quello che forse è mancato in questa prima serata è un po’ di brio, un po’ di allegria, quella allegria, chiave del successo dell’indimenticabile Mike, che funge da collante tra chi conduce e chi guarda e che fa sentire i telespettatori parte integrante dell’evento. A sopperire a questa mancanza ci ha pensato, però, la Signora della tivù italiana, la splendida Raffaella Carrà, animale da palcoscenico che, alla bellezza di settanta – settanta! – anni, ha animato l’Ariston e, siamo certi, anche i salotti di milioni di italiani, riuscendo a unire il momento leggero al momento politico, rivolgendo un appello al governo indiano per la liberazione dei Marò: unica, inimitabile, conosce il mezzo televisivo come pochi, forse anche inarrivabile. Applausi per la Carrà, dunque, ma una domanda sorge spontanea: è possibile che l’unico (l’unico!) personaggio capace di affrontare un palco e animare la platea di qualsiasi programma sia Raffaella Carrà? A conti fatti, non ha eredi né candidati al ruolo, ma questo è un altro discorso.

    Purtroppo né la musica né le personalità che si sono alternate sul palco sono stati i veri protagonisti della serata: “La solita polemica” verrebbe da dire, ma il problema è che in questa edizione – in base a quanto visto fino ad ora – si fatica a trovare il vero protagonista e, talvolta, persino il filo logico del racconto. La coppia Fazio-Littizzetto è collaudata, ma rischia di risultare ripetitiva: Fazio fa il simpatico aspirante comico, Luciana si è trasformata da Cenerentola a femme fatale; rispetto all’anno scorso, però, manca un pizzico di appeal, quel quid che fa sospirare “ecco, non me l’aspettavo!”. E invece no: giù con la letterina, giù con le battute prevedibili, lei che dà del marpione a lui, lui che fa il provolone con Laetitia.

    Sicuramente il guasto del sipario e il tentato suicidio non hanno aiutato il normale svolgimento della serata (è probabile, però, che siano stati utili agli ascolti); sicuramente le aspettative erano altissime, forse anche troppo; sicuramente Fazio e Littizzetto hanno la loro cifra stilistica ed è quella che ama il pubblico; vi è da dire, però, che la sensazione che resta, a distanza di qualche ora dalla fine della prima serata, è che mancasse il collante, il cosiddetto fil rouge che tiene insieme tutti gli ingredienti necessari a creare il mix perfetto. Buona la seconda? Speriamo di sì!

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