Festival di Sanremo 2014, costi e polemiche: ‘Razionalizzare le spese anche delle fiction’

Festival di Sanremo 2014, costi e polemiche: ‘Razionalizzare le spese anche delle fiction’

Festival di Sanremo 2014, costi e polemiche

da in Festival di Sanremo 2014, Rai
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    Il Festival di Sanremo 2014 sarà in pareggio e forse guadagnerà anche utili per la Rai, ma tre edizioni precedenti sono in rosso – e costano troppo anche le fiction: lo certifica la Corte dei conti, con una relazione che spiega come tra il 2010 e il 2012 il ‘rosso’ accumulato dalla Rai è stato di oltre venti milioni di euro, per le edizioni edizioni condotte da Antonella Clerici e Gianni Morandi (che fece anche il bis): un saldo negativo di 7,8 milioni per il 2010, 7,5 per il 2011 e 4,8 per il 2012. Ma la Corte chiede razionalizzazioni anche per quei prodotti non finanziati dal canone, e il Codacons rilancia la sua battaglia per la trasparenza.

    La Corte dei Conti bacchetta la Rai, che ‘non ha ancora perfezionato un rigoroso piano di razionalizzazione e contenimento dei costi, tanto più necessario avuto riguardo ai negativi risultati delle gestioni precedenti e del 2012‘: come riporta l’Ansa, tra il 2010 e il 2012 il ‘rosso’ accumulato dall’azienda è pari a 20,1 milioni di euro: 7,8 milioni per il 2010, 7,5 per il 2011 e 4,8 per il 2012.

    Come già sottolineato da Giancarlo Leone, la magistratura contabile ammette che lo squilibrio costi-ricavi è in miglioramento, ma c’è un forte bisogno di un’adeguata ‘razionalizzazione dei costi‘: Sanremo 2011 ha visto costi per 20,565 milioni – si legge nella Relazione – in line con quelli del 2010 (20,594 milioni), mentre i ricavi crescono di 272mila euro (+2,1%), riducendo dunque il gap costi-ricavi diretti (-301mila euro). Nel 2012 i costi calano a 18,692 milioni (-1,873 milioni rispetto al 2011, -9.1%), mentre i ricavi crescono di 865mila euro (+6,6%): ancora giù, dunque, il differenziale tra costi e ricavi diretti, sceso di 2,738 milioni (da 7,543 a 4,805). Parallelamente agli ascolti che hanno registrato ‘picchi superiori al 60%’, è stata ‘sensibile’ la raccolta pubblicitaria, con ricavi ‘pari a 12,750 milioni per il 2010, 13,022 per il 2011 e 13,887 per il 2012′.

    Ma su Sanremo pesano anche altre voci: i costi esterni (come le ‘risorse artistiche e autorali‘) si sono attestati a 8,393 milioni nel 2011 e 8,223 nel 2012; nel 2011 – il conduttore era Gianni Morandi – sono aumentati del 2.8% rispetto al 2010: a pesare maggiormente sono stati i costi per le ‘risorse artistico autorali’ (+10,3%), specie per ‘coconduttori/cast fisso’ (+743mila euro) e ‘conduzione/direzione artistica’ (+331mila di euro), aumenti solo parzialmente compensati dalla riduzione delle spese per gli ‘ospiti’ (-590mila euro).

    Nel 2012 – in cui non ci sono costi ufficiali, ma si parlò di 800 mila euro per Morandi ee 700 mila andarono ad Adriano Celentano, tutti devoluti in beneficenza; Paolo Bonolis nel 2009 prese un milione, la Clerici nel 2010 la metà – i costi si sono notevolmente ridotti (18,692 milioni rispetto a 20,565 milioni), mentre i ricavi da spot sono cresciuti di 865mila euro. E qui la Corte, pur sottolineando il ‘netto miglioramento‘ del gap tra costi e ricavi (da -7,543 milioni a 4,805 milioni), scrive che ‘l’andamento dei costi risulta ancora nettamente superiore ai ricavi pubblicitari, con negativi riflessi sul MOL aziendale: per questo servono adeguate iniziative volte a conseguire una più significativa razionalizzazione dei costi.

    Appare indispensabile – aggiunge la Corte – una loro sostanziale riduzione, in particolare per quelli riconducibili al festival di Sanremo, alle fiction e alla programmazione finanziata con fondi diversi da quelli derivanti dal canone radiotelevisivo‘.

    La magistratura non si è espressa sul Festival 2013 di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, quello del ‘pareggio di bilancio’: per un budget da 18 milioni (7 per la convenzione con il Comune di Sanremo, 11 di costi di produzione), gli introiti pubblicitari sono stati della stessa entità. Quest’anno, invece, ‘i costi sono stati già coperti da alcune settimane grazie a pubblicità e sponsor‘, come ha detto Leone in conferenza stampa – e ieri ha ricordato che ‘Sanremo serve da volano anche per promuovere altri programmi Rai‘.

    Da Viale Mazzini, invece, scrivono che ‘il piano industriale 2013-2015, approvato dal Consiglio di amministrazione, sta andando proprio nella direzione auspicata dalla Corte dei conti, che nel suo documento fa riferimento alle gestioni amministrative del 2011 e del 2012. Nel 2013 sono stati conseguiti importanti risultati in termini di maggiori efficienze e di internalizzazione delle attività che troveranno evidenza nel bilancio 2013 in corso di formazione‘.

    Rassicurazioni che però non bastano al Codacons: ‘Finalmente la Corte dei Conti accoglie i nostri rilievi e le denunce che facciamo da anni sugli sprechi della tv pubblica: si contengano i costi delle trasmissioni e i compensi agli artisti‘, afferma l’associazione, che parla di ‘conduttori e ospiti hanno spesso ricevuto compensi stellari ed eccessivi per una tv pubblica. Chiediamo alla Rai di rendere pubbliche tutte le spese legate al Festival di Sanremo 2014, con particolare riferimento ai cachet elargiti a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto e agli ospiti italiani e stranieri, così da garantire massima trasparenza agli utenti che pagano il canone‘.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Festival di Sanremo 2014Rai Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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