Festival di Sanremo 2013, gli esclusi contro i talent: ‘Solo popolarità e non qualità’

Festival di Sanremo 2013, gli esclusi contro i talent: ‘Solo popolarità e non qualità’

Gli esclusi dal Festival di Sanremo 2013 non ci stanno: è stata premiata la popolarità e non la qualità dei pezzi

    Sanremo 2013 cantanti esclusi

    Non sappiamo quali siano stati i meccanismi che hanno portato alla scelta dei cantanti di Sanremo 2013, ma qualcosa davvero non torna. Come ben sapete, la giuria ha estromesso dal Festival della Musica Italiana nomi di grande spicco: Gino Paoli, la cui presenza era stata data per scontata da tutti assieme a quella di Fiorella Mannoia; Morgan, che, reduce da X Factor 6, avrebbe sicuramente fatto lievitare gli ascolti; Al Bano, Mario Biondi, Anna Oxa, Antonella Ruggero, Ornella Vanoni, Nesli (che si è persino spogliato per protestare); e non è finita qui: sapete benissimo che la lista degli esclusi da Sanremo 2013 potrebbe continuare all’infinito, tra nomi ufficiali e voci di corridoio. La reazione di chi non potrà prendere parte all’evento è stata durissima, nonostante le parole di Fabio Fazio, che al quotidiano Il Corriere della Sera si è detto davvero dispiaciuto: ‘Mi spiace che non ci siano tutti quelli che avremmo voluto. Abbiamo fatto scelte dolorose. Questo Festival sarà una grande festa e vorrei trovare il modo di coinvolgere altri che hanno fatto grande Sanremo e la sua storia‘. Non tutti la pensano così, però.

    Non parliamo, ovviamente, solo di Nesli, che si è spogliato, ma anche di Al Bano, che ha detto forte e chiaro di non voler partecipare come ospite, nel caso in cui glielo dovessero proporre:

    A me Sanremo piace farlo in gara – ha spiegato ad Adnkronos. Io sono un guerriero. L’andare lì comodo da ospite non lo condivido. [...] Il Festival è bello ma le richieste non mi mancano, grazie a Dio! Non condivido le parole di Fazio sulla qualità. Non riesco a capire come siano riusciti a rimanere indifferenti di fronte a due brani fantastici: quest’anno avevo un pezzo di mia figlia Cristel e uno di Salvatore Di Pasquale, in arte Depsa. Avevo tutte le carte in regola. E mi dispiace perché era l’unico anno in cui potevo andare a Sanremo senza rischio di essere escluso. [...] Poi puoi cantare due brani: un lancio eccezionale. Insomma, non si rischia e ci si presenta bene. Scusate se è poco.

    Ma evidentemente questo privilegio a me non era destino che dovesse toccare. Detto questo, sono felicissimo per i colleghi. Il cast non mi dispace, tranne un paio di soggetti che non conosco. Ma non è un problema‘.

    Sostanzialmente, insomma, Albano pensa che le scelte fatte non siano state di qualità: alcuni non gli dispiacciono, ma è evidente che avrebbe voluto stare al posto di qualche altro. Parole più pesanti sono venute da Mogol, che ha scritto per i Tazenda, noto gruppo sardo, e per Bobby Solo:

    A prima vista sembra aver prevalso la popolarità più che la qualità. Poi mi riservo di dare un giudizio compiuto dopo aver sentito i pezzi. Ma mi sembra una selezione più o meno in linea con quelle viste negli ultimi anni, molti ragazzi dei talent e pochi grandi artisti‘.

    Con Mogol non siamo molto d’accordo: i cantanti dei talent non sono tanti e comunque danno voce a quei giovani che credono nel progetto di uno show di questo tipo. Ci chiediamo, più di ogni altra cosa, perché Fazio e lo staff abbiano dato spazio a sconosciuti o poco più, piuttosto che a cantanti del calibro della Oxa: le canzoni erano davvero così inascoltabili oppure c’è qualcos’altro dietro?

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