Falso l’ologramma della CNN

A sbugiardare la CNN ci ha pensato Hans Jurgen Kreuzer, professore di teoretica ma soprattutto esperto di ologrammi alla Dalhousie University, che in un’intervista all’emittente canadese CBC ha detto che più che un ologramma, quelle della Yellin e del rapper erano immagini in due dimensioni

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    La tv degli ologrammi della CNN? Era una bufala: come abbiamo riportato nei giorni scorsi, tra le tante novità della campagna elettorale la CNN aveva introdotto quella degli ologrammi, grazie (si diceva) a 35 telecamere posizionate intorno alla giornalista Jessica Yellin, che, in collegamento da Chicago, era apparsa nello studio dove Wolf Blitzer l’ha intervistata in un virtuale faccia a faccia.

    Oltre alla Yellin, anche il rapper will.i.am era apparso sottoforma di ologramma (intervistato da Anderson Cooper), ologramma che però – è stato rivelato ieri – era molto più ‘invisibile’ di quanto non si pensasse: Blitzer, per la cronaca, ci ha provato a nascondere la verità, tra “Jessica, sei un ologramma grandioso” e “mi piace l’ologramma, possiamo avere una conversazione più intima” (la Yellin, dal canto suo, si era definitiva la principessa Leila di Guerre Stellari).

     

    A sbugiardare la CNN ci ha pensato Hans Jurgen Kreuzer, professore di teoretica ma soprattutto esperto di ologrammi alla Dalhousie University, che in un’intervista all’emittente canadese CBC ha detto che più che un ologramma, quelle della Yellin e del rapper erano immagini in due dimensioni.

     

    Le immagini sono delle tomografie, catturate sì da 35 telecamere ad alta definizione, per poi essere ricostruite al computer e mandate in onda sullo schermo: un vero ologramma, ha spiegato Kreuzer, avrebbe invece dovuto essere proiettato direttamente nello studio, ma ciò non è successo perché i due intervistatori, invece di vedere la Yellin e Will.i.am, fissavano un punto rosso sul pavimento.

     

    Alcuni critici, inoltre, hanno stigmatizzato l’uso dell’ologramma, vero o falso che fosse, perché un inviato sul posto serve a dare l’idea dell’ambiente e a fornire un’informazione più puntuale dell’evento: se mandare qualcuno sul posto serve solo a fare sfoggio di tale tecnologia, è il senso del discorso, tanto vale che gli inviati se ne stiano a casa.