Fabrizio Corona, pena alternativa? La Cassazione dice ‘no’

Fabrizio Corona: arriva il no della Cassazione alla richiesta della pena alternativa

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    Fabrizio Corona, dopo la richiesta dello scorso 22 gennaio di poter usufruire della pena alternativa, ha ricevuto un ‘no’ dalla Cassazione. Dunque l’ex re dei paparazzi dovrà restare nel carcere di Opera di Milano, dove è detenuto da due anni. Dopo l’udienza, in cui Corona ha dichiarato di stare male, chiedendo di poter finire di scontare la pena altrove, probabilmente presso la Comunità di Don Mazzi come si diceva da qualche tempo, sembrava che si fosse aperto qualche spiraglio, ma adesso la risposta dei giudici della Prima sezione penale pesa come un macigno sulla testa di Fabrizio. La madre Gabriella non si è ancora espressa in merito.

    Fabrizio Corona dovrà restare in carcere: stamattina è arrivato il ‘no’ da parte dei della Prima sezione penale che hanno stabilito che l’ex re dei paparazzi non potrà usufruire dello sconto di pena che gli era stato concesso a febbraio del 2014 dal gip del tribunale di Milano, quando la pena era stata ridotta da 13 anni e due mesi a 9 anni. Oltre a dover pagare tutte le spese processuali, Corona vede così dissiparsi nel nulla la possibilità di terminare altrove la sua pena. Ancora nessuna reazione da parte della mamma Gabriella sempre in prima linea per difendere il figlio, essendo preoccupata per le sue condizioni psicofisiche: pesa come un macigno il rigetto del ricorso che lo rimanda ad un nuovo esame del gip del tribunale di Milano.

    Aggiornamento del 28 gennaio 2015 a cura di Francesca Ajello

    Grazia per Fabrizio Corona: l’ex paparazzo chiede ‘un’opportunità’ ai giudici

    Grazia per Fabrizio Corona, mentre se ne discute sui giornali arrivano i primi atti ‘concreti’. Arriverà una decina di giorni al massimo la decisione sui domiciliari per Fabrizio Corona (che potrebbe anche finire in comunità). La richiesta, avanzata dallo stesso ex paparazzo in termini drammatici – “Sto male, ho seri problemi psicologici e vi chiedo di darmi un’opportunità“, avrebbe detto ai giudici – è stata accolta con parere contrario dal sostituto pg Giulio Benedetto, ma i giudici non si pronuceranno che tra una settimana (minimo). Corona è in carcere da oltre 2 anni, ma complessivamente deve scontare ancora 6 anni e 8 mesi: più che ai domiciliari, la pena del fotografo potrebbe essere cambiata in regime detentivo in una comunità, e in particolare, in quella di Don Mazzi, nei giorni scorsi dettosi disponibile.

    Ansia, depressione, attacchi di panico: il carcere ha reso Fabrizio Corona un uomo molto sofferente e con problemi seri dal punto di vista psicologico e psichiatrico, di qui la richiesta di detenzione domiciliare fatta nella mattinata di giovedì al tribunale di sorveglianza di Milano. L’ex paparazzo, che deve scontare ancora un cumulo di pene di 6 anni e 8 mesi, non tornerà a casa, ma potrebbe finire in una comunità e in particolare, alla Exodus di don Mazzi, che ha già dato la propria disponibilità.

    La richiesta di domiciliari per Crona è basata su ragioni di salute e su una consulenza psichiatrica nella quale Corona viene descritto come un uomo dalla personalità narcisistica e borderline: l’ex fotografo, presente in aula, avrebbe una personalità che – secondo la difesa, anticipata stamattina da un articolo sul Corriere della Sera – in carcere lo sta portando a gravi problemi depressivi. All’udienza, in cui Corona avrebbe preso la parola in termini drammatici: “Sto male, ho seri problemi psicologici e vi chiedo di darmi un’opportunità” – è presente anche la madre Gabriella: attivissima per ottenere la grazia per il figlio, la signora ha lanciato un appello ai giudici: “Anche se mio figlio ha sbagliato, il cumulo di condanne è eccessivo e ora va tutelata la sua salute“.

    Come detto, ad ospitare Corona (qualora i giudici, nonostante il parere contrario del sostituito pg, dovessero decidere per i domiciliari) potrebbe essere la comunità Exodus di Don Mazzi: “Qui da me – aveva detto nei giorni scorsi a Chi – lo aspetta la palestra. Il suo ruolo sarà quello di far sudare i miei ‘ragazzi disperati’, che non hanno voglia di faticare. Il suo compito è già pronto. Lo aspetto, anzi lo aspettiamo qui“.