Fabrizio Corona licenziato dal set di Tieni a Me

Fabrizio Corona licenziato dal set di Tieni a Me

Fabrizio Corona, licenziato dalla produzione, non sarà il protagonista della fiction Tieni a Me

    Fabrizio Corona non sarà l’ispettore di polizia Fabrizio Tosi nella fiction Tieni a Me. Dopo strombazzanti comunicati sul suo nuovo impegno di attore di fiction e le vibranti proteste della Polizia, non certo orgogliosa di essere rappresentata da un ex carcerato, Fabrizio Corona è stato licenziato dalla produzione per ‘inadempienze contrattuali’. In alto le dichiarazioni di Corona all’uscita dal carcere.

    Fabrizio Corona ha dovuto dire addio (almeno speriamo) alla sua carriera di attore di fiction che sarebbe dovuta iniziare a giorni con il discusso ruolo dell’ispettore di Polizia Fabrizio Tosi nel film tv Tieni a Me. Un ruolo ‘edificante’, nel quale Corona avrebbe di fatto salvato un adolescente dalle strette maglie della criminalità organizzata, che ne avrebbe volentieri fatto un suo adepto.

    Ma, ironia della sorte, nei giorni dei primi ciak Fabrizio Corona sarà impegnato nel processo Vallettopoli che lo vede tra i principali indagati dalla Procura di Potenza, guidata dal pm Henry John Woodcock.

    Proprio questo ‘cortocircuito’ tra personaggio fictional e vicende personali del ‘protagonista’ aveva scatenato le proteste della Polizia italiana, finora sempre ben rappresentata sul piccolo schermo e soprattutto ‘incarnata’ da attori di rilievo. Una situazione di certo non sconosciuta ai produttori del film tv, che dopo mesi di incauta e testarda resistenza hanno deciso di fare marcia indietro, di licenziare Corona e di dar spazio ad un ‘vero’ attore, ancora da definire.


    Alla base del licenziamento, però, ci sono gli scorretti comportamenti di Fabrizio Corona, che non ha mai partecipato ad una prova, ma ha semplicemente sbandierato al mondo questa sua svolta da attore, per di più nelle vesti di poliziotto, senza mai accordarsi con la produzione per le mille interviste concesse a gionali e tv. In pratica l’accusa mossagli dai produttori è quella di essersi fatto una ‘indebita promozione’ senza mai rispettare gli obblighi contrattuali.

    Un classico dell’atteggiamento da sbruffone impunito che Fabrizio Corona non ha mai nascosto, ma che, al contrario, è diventato un suo marchio di fabbrica. Non stupisce, quindi, che abbia bruciato anche questa possiblità di ‘riabilitazione’, peraltro donatagli dal produttore Roberto De Laurentiis. Stando a quanro dichiarato dalla sceneggiatrice Stefania Rossella Grassi all’agenzia 9Colonne, Fabrizio Corona non è stato ‘scelto’, ma imposto del produttore De Laurentiis, scomparso lo scorso gennaio, che l’aveva pregata di scrivere un ruolo per l’ex fotografo dei Vip tanto amico di Lele Mora. Una dichiarazione che spezza indirettamente una lancia a favore del ‘bistrattato’ Agostino Saccà, implicato in un giro di raccomandazioni di ‘alto bordo’ e che trova nel caso Corona l’ennesima dimostrazione di un sistema fictional basato sulle segnalazioni.

    Ma poi qualcosa si è rotto: la coscienza della Grassi, complice la scomparsa di De Laurentiis, si è “ribellata“. “Ho voluto rispettare la volontà di De Laurentiis il più possibile, affrontando le critiche del pubblico, dello show biz e della Polizia”, ha detto la Grassi, “ma sono rimasta profondamente delusa dal comportamento di Corona“.

    Diciamoci la verità, non ce ne meravigliamo e in fin dei conti ne siamo anche un po’ contenti: almeno ci verrà risparmiato lo strazio di vedere Fabrizio Corona recitare e per di più nelle vesti di poliziotto.

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