Fabrizio Corona in carcere: a Verissimo la lettera dell’agente fotografico

Fabrizio Corona in carcere: a Verissimo la lettera dell’agente fotografico

Ecco qualche stralcio della lettera inviata dal carcere da Fabrizio Corona alla conduttrice di Verissimo, Silvia Toffanin

    Puntata dedicata a Fabrizio Corona per Verissimo in onda sabato pomeriggio su Canale 5. Arrestato per estorsione e condannato a sette anni, ha indirizzato alla conduttrice Silvia Toffanin dal carcere di Opera a Milano. Il testo riportato integralmente dal quotidiano Libero restituisce un ritratto del tutto nuovo di Corona con un’unica costante: la ricerca di riflettori accesi sulla propria vicenda personale.

    Ultimamente focalizzato sulla storia d’amore tra Belén Rodriguez e Stefano De Martino – notevole la copertura del matrimonio a Comignago – Verissimo torna ad occuparsi di Fabrizio Corona ospitandone la mamma Gabriella. Anche per quest’ultima l’ex agente ha sentito il bisogno di scrivere una missiva in cui rivendica la voglia di vivere nonostante un quadro particolarmente desolante: ‘Penso che dopo la scoperta di una grave malattia, il carcere sia la cosa più brutta che possa accadere ad un uomo. È la realtà dell’inferno in terra, dove colpevoli e innocenti sono costretti a vivere in condizioni vergognose e disumane nell’indifferenza istituzionale‘. Che sia un personaggio popolare come Corona a porre l’accento su una grave problematica italiana resta un elemento positivo ma è ciò che si legge dopo ad avere maggiore attrattiva per gli spettatori assetati di gossip e storie personali: ‘Io però, in questo momento, non provo più rabbia, né rancore per chi mi ha condannato e inflitto questa pena così eccessiva e così assurda, ma anzi lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di capire tante cose, mi ha aiutato a riconoscere i tanti sbagli, ad ammettere gli errori, a guardarmi dentro, nel profondo della mia anima e a capire finalmente, a quasi quarant’anni, chi sono e cosa voglio veramente‘.

    E di certo Fabrizio non ha cambiato i suoi connotati caratteriali, mantenendo la punta di spavalderia anche nei suoi buoni e nuovi propositi: ‘Bisogna saper rispondere alla disperazione con un sorriso di sfida e il dito medio alzato.

    E questo, oggi, deve essere d’esempio e di aiuto ai molti che pensano di non farcela e decidono di lasciarsi andare… Io non l’ho fatto e mai lo farò!‘. Un’autoesortazione da vero duro a cui segue una chiosa tenera scritta da un sapiente conoscitore dei mass media: ‘Oggi, chiuso dentro la mia cella, la numero 1 del primo reparto del carcere di massima sicurezza di Opera, guardandovi seduto dal mio sgabello di legno mezzo rotto, attraverso un minuscolo televisore degli anni Settanta, voglio vedere mia madre sorridere: ha già pianto e sofferto troppo‘.

    E la lettera non sarà l’unico ingrediente del salotto pomeridiano condotto da Silvia Toffanin: appuntamento sabato alle 16 su Canale 5.

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