Fabrizio Corona carabiniere per fiction: riuscirà finalmente a vestire la divisa?

Fabrizio Corona carabiniere per fiction: riuscirà finalmente a vestire la divisa?

Dopo il licenziamento da Tieni a Me, fiction nella quale doveva interpretare un ispettore di polizia, ora Corona potrebbe diventare carabiniere per un progetto fictional sulla pedofilia

    Fabrizio Corona tribunale

    Fabrizio Corona riesce sempre a conquistare l’attenzione dei media: al di là delle questioni sentimental-familiari con Belen Rodriguez, al di là dei ‘pentimenti tardivi’ per le sue intemperanze tv, al di là di tutto, l’ex fotografo dei vip cerca di trovare una propria strada nel mondo della fiction. Corona potrebbe interpretare il ruolo di un tenente dei carabinieri impegnato sul fronte della guerra alla pedofilia nella fiction Una Vita Spezzata, prodotta dal cantante neomelodico di Andria Enzo Di Napoli. Beh, Corona tenta da anni di vestire i panni di un esponente delle Forze dell’Ordine, almeno sul set…

    E’ da tempo che Fabrizio Corona cerca di ‘sfondare’ nella fiction: qualche anno fa ci provò con Tieni a Me, progetto che lo vedeva protagonista nel ruolo di un ispettore di Polizia, Fabrizio Tosi. Manco a dirlo, la Polizia si ribellò all’idea di essere rappresentata da un personaggio continuamente alle prese con le aule di tribunale – tra lo scandalo Vallettopoli e le varie multe comminategli dalla Stradale -, ma il suo debutto fictional saltò a causa di screzi con la produzione. Tra assenze ingiustificate e violazioni di contratto, ne fu deciso il licenziamento.

    Per una porta che si chiude si apre un portone, no? E così Corona approdò a Taodue, che gli offrì il ruolo di un boss mafioso nella seconda stagione di Squadra Antimafia – Palermo Oggi.

    Ora Fabrizio Corona sembra ‘sulla buona strada’ per vestire una divisa: a dargliene occasione un produttore pugliese, Enzo Di Napoli, più noto per la sua carriera di cantante neomelodico. Sua l’idea di realizzare una fiction su un brutto fatto di cronaca che risale al 2001 e che ha per protagonista una bimba di otto anni, Graziella Mansi, sequestrata da cinque pedofili e bruciata viva a Castel del Monte. Una storia che non ha conquistato la ribalta nazionale se non per pochi giorni e che ora Di Napoli è intenzionato a portare sul piccolo schermo, a quanto pare per Mediaset.

    Ci sono buone possibilità di vederla su Canale 5 ha dichiarato Di Napoli, che non a caso ha coinvolto fin dalle prima battute Fabrizio Corona

    Del progetto si parla dallo scorso settembre: le riprese, previste proprio per gli inizi dell’autunno, sono però slittate fra aprile e maggio 2012, come ha annunciato lo stesso produttore in una conferenza stampa tenutasi ieri a Milano. Il progetto è serio e funzionerà perché la cronaca in televisione funziona, dice lo stesso Corona, ‘arruolato’ come tenente dei Carbinieri a capo delle indagini. Perché Corona sciolga la prognosi bisognerà, però, aspettare gennaio e febbraio: Lì si deciderà tutto, ma se il progetto è quello che sembra, aderirò, ha detto Corona, che per ora si tiene ‘ai margini’

    Di Napoli, intanto, sta facendo di tutto per realizzare il suo progetto: Il mio obiettivo, raccontando cosa è successo a quella bambina dal momento del sequestro fino alla condanna dei cinque colpevoli, è parlare della pedofilia, ha dichiarato tempo fa al Corriere del Mezzogiorno, convinto – come ha ribadito ieri – che un tema del genere possa alzare un polverone nella società e nella tv italiana. Ora è impegnato a stringere accordi con istituzioni ed enti locali del Sud Italia, forse per definire location e per raccogliere partnership economiche.

    All’inizio si parlava anche della presenza nel cast della ‘cognata’ di Corona, Cecilia Rodriguez. Di certo sentiremo riparlare di Una Vita Spezzata.

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