Ezio Bosso a Sanremo 2016: ‘La musica è una fortuna’

Ezio Bosso a Sanremo 2016: ‘La musica è una fortuna’

Il pubblico dell'Ariston impietrito davanti alla grandezza del maestro

    Ezio Bosso a Sanremo 2016: ‘La musica è una fortuna’

    Con un misto di commozione e reverenza, Carlo Conti ospita a Sanremo 2016 Ezio Bosso che parla del suo rapporto speciale con la musica lasciando il pubblico dell’Ariston senza parole. L’esibizione finale al piano con la sua canzone preferita, Following a bird, lascia tutti senza fiato. Grande lezione di vita e di musica da parte del maestro Ezio Bosso che, come lui stesso racconta, ha dato del pazzo a Carlo Conti che lo ha chiamato per la 66esima edizione del Festival. Ma il conduttore non può che essere felice della sua presenza: ‘Sono felice di essere pazzo’.

    Standing ovation per il maestro Ezio Bosso, ospite del Festival di Sanremo 2016. Pianista, compositore e direttore d’orchestra, viene accolto con grande reverenza e commozione da Carlo Conti e dal pubblico dell’Ariston che ascolta impietrito le sue parole. Ezio Bosso racconta la sua esperienza con la musica che gli ‘ha dato il dono dell’ubiquità’ e dispensa lezioni di vita che suscitano l’emozione dell’orchestra: ‘Gli uomini danno per scontate le cose belle’.

    Ezio Bosso conclude la sua apparizione sul palco dell’Ariston facendo ciò per cui vive: suonare. E si esibisce con la canzone che apre sempre tutti i concerti, Following a bird, che nasce in seguito ad alcune riflessioni: ‘Perdersi per imparare a seguirsi. Perdere le paure, i pregiudizi, ci avvicina’.
    Standing ovation finale per Ezio Bosso che saluta tutti ricordando una cosa importante: ‘La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme!”.

    Il Festival di Sanremo ha dato a Bosso l’opportunità di presentare il suo disco d’esordio “The 12th Room” registrato quasi interamente live a settembre 2015 durante i concerti al Teatro Sociale di Gualtieri: “Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo.

    C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare”.

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