Eva Longoria: ‘Partecipare ad un film delle Casalinghe Disperate? No grazie’; al via il processo Sheridan vs Cherry

Eva Longoria: ‘Partecipare ad un film delle Casalinghe Disperate? No grazie’; al via il processo Sheridan vs Cherry

    Vorrebbe che la fine delle Casalinghe Disperate fosse ‘aperta, così che ogni fan può immaginare le cose che vuole‘, ma esclude che in futuro potrebbe prendere parte ad un film: Eva Longoria si confessa in un’intervista ad E! Online, che rivela come proprio in questi giorni si stiano ultimando i preparativi per girare l’ultimo episodio di uno show che, a suo modo, è un pezzettino di storia della televisione. E intanto ieri ha preso il via il processo che Nicollette Sheridan ha intentato contro ABC e Marc Cherry, una causa da 20 milioni di dollari, poi ridotta a 4 quando il giudice ha deciso che l’attrice avrebbe potuto richiedere solo lo stipendio di un anno e non l’intera paga dello show.

    Difficilmente ci sarà un film delle Casalinghe Disperate a fine serie – Marc Cherry nei giorni scorsi aveva escluso un’opzione à la Sex and the City, ‘quello show è durato 69 episodi, mentre noi, dopo otto anni, penso che abbiamo dato quello che avevamo da dare.

    Non è una cosa negativa, sono soddisfatto di dove siamo e di quello che abbiamo fatto: non manderemo le nostre protagoniste a Dubai, questo è sicuro‘ – ma se ci sarà, si farà senza Eva Longoria.

    Premesso che ‘tutte le cose belle prima o poi finiscono‘ e pur rivelando di sperare ‘che la fine delle Casalinghe Disperate sia un po’ aperta, così che i telespettatori siano in grado di vederci tutto il meglio che vogliono per i loro personaggi‘, l’attrice ha infatti negato che parteciperà ad un film – semmai dovesse esserci: ‘Non sono disponibile a fare un film – ha detto ad E! Online – non pagherei neanche per vederlo, visto che posso incontrare questi personaggi e le ragazze direttamente a casa mia‘.

    Ma le quattro protagoniste sono destinate a rivedersi anche in un’aula di tribunale, è cominciato infatti ieri il processo che Nicollette Sheridan ha intentato alla produzione di Desperate Housewives, non tanto contro il presidente ABC Steve McPherson, l’executive Mark Pedowitz e l’ex producer delle Disperate Lori Kirkland Baker, ma anche e soprattutto contro Marc Cherry, colpevole – stando alle accuse dell’attrice – di averla stressata, maltrattata psicologicamente (con insulti) e fisicamente (leggi: schiaffi) durante le riprese) ma soprattutto di averla licenziata ingiustamente (causandole quindi un danno economico) in seguito alle sue lamentele su un comportamento di Cherry che l’attrice riteneva ‘mortificante e poco professionale‘.

    La Sheridan – che aveva chiesto 20 milioni di euro, poi ridotti a quattro – tra i testimoni citati vede Eva Longoria, Teri Hatcher, Marcia Cross e Felicity Huffman, ma anche Neal Baer, produttore di Law & Order SVU. Per ora ABC ha scelto di concentrarsi non sulle accuse di molestie, ma sulla scelta di far morire il personaggio di Edie Britt: ‘La morte è parte di un copione come della vita – questa la versione degli avvocati di ABC – quando un personaggio muore, un attore perde il lavoro, come successo in questo caso‘.

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