Europei 2012, Aldo Grasso contro Raisport: è antica e superata. Ma Bartoletti non ci sta

Europei 2012, Aldo Grasso contro Raisport: è antica e superata. Ma Bartoletti non ci sta

Aldo Grasso critica aspramente la squadra di Rai Sport agli Europei di calcio 2012: E' antica e superata, TeleNorba farebbe meglio

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    Criticare telecronisti, commentatori, opinionisti e inviati della Rai impegnati a seguire le partite degli Europei di Calcio 2012 in Polonia e Ucraina sembra essere diventato lo sport del momento, a cui tutti vogliono assolutamente partecipare. Aldo Grasso, il famoso critico tv del Corriere della Sera, ci è andato giù pesante con la squadra di giornalisti di Rai Sport, capitanata dal team leader Marco Mazzocchi, che ha il compito (arduo?) di raccontare in esclusiva al pubblico italiano gli Europei 2012. RaiSport è antica e autodistruttiva. Gli inviati di RaiSport a Euro 2012 si sentono in un complotto ma questa tv di Stato è superata. TeleNorba farebbe meglio, ha sentenziato Grasso. Pronta la replica dell’opinionista Marino Bartoletti: Ho sempre detestato… il grasso superfluo. Per me è una filosofia di vita.

    Tra gaffes e commenti banali evidenziati sin dalla prima partita sembra proprio che la squadra di RaiSport messa in campo per gli Europei di Calcio 2012 non piaccia (quasi) a nessuno. Piovono critiche da ogni angolo e la cosa ‘grave’ è che non arrivano solo da coloro che lo fanno da anni per mestiere, come Aldo Grasso, ma persino da colleghi giornalisti e telecronisti che lavorano per le reti concorrenti. Nei giorni scorsi, ad esempio, ha tenuto banco la polemica a distanza tra Alessandro Antinelli, inviato Rai a bordo campo durante le partite della Nazionali, e Marco Barzaghi di SportMediaset: I primi due interventi di Montale-Antinèlli mi hanno già messo i brividi, al resto ci pensa Dossena, ha cinguettato su Twitter Barzaghi. Torno in Italia e vengo a lezione da te, così miglioro un po’. Un collega che critica un collega è il massimo. Complimenti., ha risposto Antinelli. Neanche un po’ di ironia..e pago anche il canone.., ha infine replicato Barzaghi.

    Senza dimenticare, poi, la diatriba tra Marco Mazzocchi e Fabio Caressa: il team leader di Rai Sport non ha affatto gradito l’ingerenza del telecronista di punta di Sky Sport che ‘si è permesso’ di sottolineare la poca professionalità dei telecronisti Rai facendo notare l’assenza di una ‘scuola nuova’ nella tv pubblica. ‘Caressa dice una cosa giusta: che i nostri sono meno allenati dei loro, ma non ha alcun elemento per dire che non c’è una scuola o qualcuno che non sappia insegnare – ha ribattuto Mazzocchi –. Di sicuro loro fanno centinaia di telecronache, ma io che le seguo posso dire che non tutte sono ottime. Contesto il fatto che un giornalista intervisti un commentatore di Sky(pe) per giudicare il lavoro della Rai, che è proprio deontologicamente sbagliato: è come se un giornalista intervistasse un tuo collega che deve giudicare il tuo lavoro, non si fa’. E su questo non ha tutti i torti.

    Chiusa la (lunga) parentesi sugli scontri a distanza tra colleghi, torniamo all’ultima pesante critica di Aldo Grasso che, in sostanza, si allinea con quanto già scritto da Maurizio Caverzan sul Giornale lo scorso 11 giugno: le “Notti europee” sono un improvviso salto all’indietro nella tv vintage, un po’ sala parrocchiale e un po’ ministero.

    Anche il critico del Corriere della Sera, infatti, dà dell’antica e superata alla tv di Stato animata da dilettanti allo sbaraglio: L’ Italia va avanti, ma RaiSport arretra, se possibile. Se questi Europei fossero stati assegnati a TeleNorba, anziché alla Rai, potremmo contare su un prodotto professionalmente più affidabile. Siamo nel 2012 e dobbiamo ancora sorbirci i predicozzi spocchiosi di Marco Mazzocchi o la conduzione di Paola Ferrari o gli interventi di Marino Bartoletti! Sono cose che fanno male.

    […]Per un minimo di decenza, perché stiamo dando un’immagine di dilettanti allo sbaraglio.

    Inizialmente Grasso afferma di non voler infierire sui singoli, ma poi cede alla tentazione di fare i nomi, o meglio i cognomi, e di esprimere un giudizio su di loro: la questione semmai riguarda chi ha scelto Bacconi, Collovati, Dossena (mai sentite tante banalità sul calcio: ‘Questo è fallo’, ‘Non dobbiamo buttare la palla’, ‘Ogni tanto dobbiamo respirare’, ‘Devono sterzare’ e cosucce del genere), chi ha deciso di far convivere Andrea Fusco (un pezzo di legno) con Gene Gnocchi (ormai all’ultimo stadio della comicità); chi continua a invitare Ivan Zazzaroni e Marino Bartoletti.

    Il vero dramma di Rai Sport, continua il critico del Corsera, è che la Rai è ancora ancorata a ‘schemi frusti e perdenti, secondo cui le direzioni si scelgono per appartenenza politica, gli ospiti per compiacere il governante di turno, i commentatori, mi auguro, per risparmiare. È il modello Rai che è superato, rendiamocene conto’. L’affondo finale riguarda la lagna degli inviati di RaiSport che ‘si sentono al centro di un complotto’ e finiscono con l’essere ‘Martiri della Noia, testimonial dell’Autodistruzione’.

    Pronta la replica di Bartoletti che parla di ‘cecchinaggio’: Quando Grasso avrà detto chiaramente quali carenze ravvisa nel mio lavoro e in quello degli altri inviati o della conduttrice, allora ci potrà esse un confronto civile. Ma questo è puro cecchinaggio. È come se io dicessi: “quel centravanti fa pena”, ma senza indicare i suoi precisi limiti nel gioco. Io non ho alcuna idea di che cosa Grasso intenda accusarmi, dunque non può esserci fra noi una conversazione da uomini. Si parlerebbe del nulla. Le ragioni dell’attacco? Non lo so, forse è il frutto di infelicità personali di Aldo Grasso. Il fatto è che fa del male ad altre persone e spero senza rendersene conto.

    Sottoscriviamo la chiusura di Grasso: gli uomini di Raisport a volte sanno essere molto noiosi.

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