Euro 2012 in tv: la pessima figura della Rai, ci resta solo la Gialappa’s in radiovisione

Euro 2012 in tv: la pessima figura della Rai, ci resta solo la Gialappa’s in radiovisione

In soli tre giorni di Euro 2012, bocciata la Rai

    C’era d’aspettarselo: la Rai nei prime due giorni di Euro 2012 raccoglie già una sfilza di voti negativi. Basta dare un’occhiata sul Web per leggere i cahiers des doléances degli appassionati di calcio per la pessima gestione che viale Mazzini sta facendo del primo evento sportivo dell’estate (a meno di 50 giorni da Londra 2012). Ieri durante Olanda-Germania si è toccato il fondo: Gianni Bezzi ha fatto una telecronaca da dimenticare senza la spalle (seppur insopportabile) di Vincenzo D’Amico, che secondo quanto scrive Tuttosport non è riuscito a prendere l’aereo per recarsi in Ucraina. Una telecronaca orrenda, inascoltabile, come ormai troppo spesso accade alla rete ammiraglia e ai fan del calcio (e non solo) resta la consolazione delle voci della Gialappa’s Band, commentatori per Rtl 102.5 e in “radiovisione” sul canale video della radio, questo sì rigorosamente lontani dalle telecamere.

    Durante Olanda-Danimarca di ieri, Gianni Bezzi ha davvero toccato il fondo e ha dato un manforte a tutti quelli che da anni sostengono che le telecronache della Rai – soprattutto quelle calcistiche – siano una ragione in più per opporsi al pagamento del canone. Bezzi ci regala la prima perla prima ancora di iniziare la sua telecronaca, quando spiega ai telespettatori che la sua spalla, Vincenzo D’Amico, è rimasto bloccato per ‘problemi di trasferimento all’interno dell’Ucraina‘. Bezzi dava l’impressione di essere un allievo beccato impreparato a un’interrogazione quando non riconosce i giocatori nei primi piani e deve controllare sulla cartella stampa del caso le squadre in cui militano alcune stelle delle due squadre. Senza contare poi il mega strafalcione: pronuncia il nome del campionato francese Ligue 1 Lig Uan all’inglese.

    Pensare che 20 o 30 anni fa la Rai ha sfornato professionisti come Nando Martellini o il compianto Paolo Valenti fa veramente venire i brividi.

    L’assenza del commento tecnico non avrà certo aiutato, ma come è possibile che un giornalista Rai si perda così? Per chi ha visto la partita sembrava di assistere a una delle rubriche più famose e amate di Mai dire Gol, all’improvviso uno sconosciuto: quando il telecronista di turno inventava nomi di giocatori prendendo lettere a caso o si esprimeva con perifrasi senza senso come ‘2012 fatato ma in senso negativo‘, una delle perle di Bezzi di ieri. Addirittura la voce della Rai è stato preso di mira da altri colleghi, il giornalista Mediaset, Andrea Saronni, ha puntualmente twittato tutti i suoi errori.

    Ma non è solo Bezzi a far venire l’amaro in bocca l’intera struttura di Rai Sport si dimostra inadeguata, anche i volti noti della Rai deludono e parecchio: Paola Ferrari, Franco Lauro e che dire poi di Mimmo Fusco che non riesce a nascondere il suo disappunto di fronte ai siparietti “comici” di Gene Gnocchi? E poi nessuno ha capito in Rai l’importanza degli highlights, senza contare le voci “da 90″ della rete: Marino Bartoletti (andate a rileggere alcuni post dello scorso Mondiale), Ivan Zazzaroni ed Enrico Varriale? Non si capisce perché la Rai non abbia cambiato registro dopo l’ingresso delle pay tv in Italia, da quando, cioè, è cambiato il modo di fruire del calcio in tv.

    La Rai dovrebbe garantire un altro genere di servizio: senza commettere errori e dando spazio ai giornalisti preparati e ci si chiede cosa faranno oggi che scende in campo l’Italia (alle 18 contro i campioni in carica della Spagna, in diretta su Rai1). È naturale, quindi, che l’italiano medio si rifuggi nel commento sarcastico della Gialappa’s Band: su Rtl 102.5 le tre voci terribili commentano tutti gli incontri degli Europei e non solo, è possibile rivederli in radiovisione sul digitale terrestre o su Sky collegandosi al canale tv della radio, e anche qui ci regalano una chicca: i volti del signor Carlo, del signor Marco e del signor Giorgio sono ben nascosti dalle telecamere… spazio ai loro folli inviati: Michael, Ted e tutti gli altri che negli anni abbiamo imparato a conoscere e adorare.

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