Enzo Iacchetti vs Sanremo, nuovo atto su FB: entra in scena il figlio

  • Commenti (4)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Iacchetti Mazzi Giletti

Continua il braccio di ferro tra Enzo Iacchetti e il Festival di Sanremo, ormai ‘incarnatosi’ per il comico di Luino nel direttore artistico Gianmarco Mazzi. Iacchetti replica via Facebook alla ‘telefonata tranello di Mazzi‘ andata in onda ieri nel ‘teatrino di Giletti‘ con una lettera aperta al figlio Martino, la cui esclusione lo scorso anno dalla rosa di concorrenti di Sanremo Giovani è per molti la vera ragione dei velenosi attacchi del comico ai ‘marciumi’ del Festival, legati soprattutto ai criteri di selezione di Sanremo Social. Iacchetti decide così di tirare definitivamente in ballo il figlio, finora ‘convitato di pietra’ dell’aspra querelle con Sanremo, indirizzandogli un’ideale missiva apparsa sul suo profilo FB. Inomma, parla a nuora perché suocera intenda….

Si è consumato ieri in diretta a L’Arena di Massimo Giletti l’ennesima battaglia della guerra in atto tra Enzo Iacchetti e Gianmarco Mazzi, direttore artistico di Sanremo 2012: stuzzicato dal solito Giletti – un maestro nel rivangare ‘turpitudini’ – il conflitto ha ripreso vigore, grazie a una breve intervista all’attore realizzata per il talk di RaiUno (qui il video dell’intervista a L’Arena di ieri), nella quale il comico ha rinnovato le violente accuse già lanciate a Morandi qualche settimana fa via Facebook e diventate poi spunto per un gag caricata su YouTube.

Mazzi, esausto degli attacchi senza contraddittorio di Iacchetti su Sanremo Social, ha pensato bene di telefonare in diretta, annunciando querele. L’intenzione di non dare ulteriore corda all’attore è così miseramente naufragata, visto che Iacchetti non ha perso tempo e ha replicato al direttore artistico via FB con l’escamotage di una lettera aperta al figlio, apertamente messo in mezzo (e non da ora) da Mazzi come vera causa del ‘malumore’ di Iacchetti’. ‘Dovrebbe dirlo che di mezzo c’è il figlio‘ ha ribadito Mazzi ieri al telefono e Iacchetti ha accolto l’invito, indirizzando a Martino un’ideale missiva nelle quali torna a denunciare le magagne di Sanremo Social, giudicata una vera e propria ‘truffa’ dal comico che so è ‘eletto’ paladino delle speranze dei giovani talenti che ‘credono ancora’ alle (false) opportunità di kermesse in realtà gestite dalle grandi major discografiche .

Adorato figlio mio, non so se hai avuto modo di vedere all’Arena di Giletti il solito teatrino contro le mie esternazioni su Sanremo Social (spero di no, dimmi che stavi studiando !!). Te lo racconto io‘: questo l’incipit della lettera, nella quale il comico ricostruisce dal suo punto di vista quanto successo ieri in tv.

In studio Giletti manda una mia dichiarazione fatta alla sua troupe, la solita dichiarazione: dico che non è stato rispettato il volere del ‘popolo del web’, solo 2 artisti nei primi 30 sono stati presi. Gli altri scelti non da una commissione competente, ma da un presentatore cantante e da un organizzatore. In studio gente attaccata al carrozzone che pur conoscendo tutte le magagne del mondo venderebbe la propria madre pur di non perdere lo stipendio Rai. A parte Paolo Limiti, che mi ha dato ragione (lui non ha nulla da perdere, tra l’altro uno che ha vissuto tutto il mondo della canzone italiana) si è scatenata la solita bagarre sulla mia follia presunta‘.

Si entra quindi nel merito dell’intervento in diretta del direttore artistico:
Ti chiedo perdono per la telefonata tranello di Mazzi (a cui io non potevo rispondere, impegnato al teatro Quirino per la pomeridiana della domenica) che ha asserito, ed è già la seconda volta non sapendo che altro dire, che io inveisco soltanto perché tu non sei stato preso due anni fa a Sanremo Giovani. Lui non sa che sei stato bocciato anche quest’anno (confesso con mia grande felicità, cosi la smetteranno tutti di dire che sei un raccomandato). Ti chiedo perdono al suo posto, perché ha detto che lui e Morandi non ti avevano ritenuto idoneo per il festival. Non ha avuto il coraggio di dire che avevi una pessima canzone, nemmeno una voce schifosa, ha detto che non eri idoneo. Forse perché eri in sovrappeso? Forse perché non eri vestito ancora da uno stilista o avevi troppo la faccia da ragazzo buono? Non faceva prima a dire che non eri idoneo perché ti chiamavi Iacchetti di cognome?‘.

Iacchetti tradisce, così, un certo sottofondo ‘squiitamente’ personale alla vicenda, alludendonon solo a un’esclusione ‘ad personam’ dettata dal cognome celebre, ma anche a una predilezione festivaliera (come nei reality) per giovani belli, in linea e trendy.
Ma Iacchetti continua: ‘Ti chiedo perdono perché ti usano, indegnamente e ignobilmente invece di spiegare le vere motivazioni delle loro scelte. Ti chiedo perdono per lo schifo di questo momento sociale politico e artistico dove decidono in pochi il destino di molti, dove la competenza non è obbligatoria e la musica, nostra grande passione e studio di sempre, viene trattata come un affare che come nel medioevo somiglia a un baratto: tu mi dai questo e io ti do quello‘.

Infine, considerazione sulla querela annunciata da Mazzi:
Mazzi ha minacciato una denuncia… Una minaccia, perché non posso parlare della mia verità! Nel vero stile degli uomini potenti!!!! Prometto che continuerò! Non so quando, ma deve cambiare tutto, i vecchi politici, gli inciuci in ogni cosa della società. Verrai a trovarmi in galera? Non portarmi le arance che mi mettono acidità. Ah, se ti arriva il bollettino del canone Rai, non pagarlo. Hai visto quanti milioni di euro hanno speso per fare una cosa solo di loro proprietà? Perdona per tutto ma perdona anche loro, sono in un circo troppo grande e non sono in tanti, non sanno quello che fanno.
PS: le tue ultime canzoni sono bellissime. Le canteremo presto in teatro, finche soffierà un vento più pulito. Ti abbraccio. Papà Enzo

Qual è la verità che Enzino non può raccontare anche se chiamato a difendersi in un’aula di tribunale? Beh, i mezzi per scatenare un putiferio non gli mancano – basta sguinzagliare Striscia la Notizia – ma evidentemente in questa storia Iacchetti vuole coinvolgere solo la sua faccia. In ogni caso la questione sta diventando stucchevole: se ci sono prove sulle irregolarità di Sanremo Social allora si tirino fuori. A parlare di inciuci e raccomandazioni in un’Italia dominata dalle caste siamo buoni da soli…

Lun 13/02/2012 da Giorgia Iovane in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Francesco 13 febbraio 2012 13:42
Subtract karmaAdd karma

Patetici tutti quanti. Vero italian style.

Rispondi Segnala abuso
Silvia 13 febbraio 2012 14:45
Subtract karmaAdd karma2 Punti

Iachetti…da che pulpito,uno che lavora a Striscia parla di ipocrisia e di manipolazione.Incredibile la faccia tosta!!!

Rispondi Segnala abuso
Nina 13 febbraio 2012 15:25
Subtract karmaAdd karma

Io sono dalla parte di Iacchetti,.ha ragione.e sono cantenta che qualcuno ogni tanto ha il coraggio di dire come stanno le cose:Ancha Limiti in qualche modo gli ha dato ragione ieri ,di solito Limiti dice sempre la verità.Bravo Enzino

Rispondi Segnala abuso
Nicolò D'Agostino 13 febbraio 2012 16:27
Subtract karmaAdd karma

Egr. Sig. Presidente della Repubblica – G. Napolitano
Egr. Sig. Presidente del Consiglio –Sen. Prof. M. Monti
Egr. Sig. Ministro delle Sviluppo Economico – Dott. C. Passera
Egr. Sig. Presidente Consiglio d’Amministrazione RAI – Dott. P. Gariberti
Egr. Sig. Presidente della Commissione di Vigilanza RAI – Sen. Dott. S. Zavoli

Festival di Sanremo, non “sono solo canzonette” ma sogni, i sogni violati dei giovani artisti italiani.
Egregie Autorità Italiane,
sta per concludersi, come ogni anno, il percorso che porta alle serate finali del Festival di Sanremo, anche detto il Festival della Canzone Italiana, proprio perché dovrebbe essere la fucina della musica italiana destinata al popolo.
Come ogni anno la manifestazione è contraddistinta da feroci critiche nei confronti di coloro che, con libero arbitrio ma rispettosi di un discutibile Regolamento, effettuano le selezioni degli artisti, giovani ed affermati.
Le critiche fatte dalla maggioranza dei partecipanti è la mancanza di trasparenza e meritocrazia nelle scelte che, a detta dei molti, sono condizionate da spartizioni e privilegi.
Quello che dovrebbe essere il tempio della musica leggera italiana, quella popolare, che ha fatto sognare intere generazioni di italiani, è diventato la “Piazza dei Mercanti”, trasformando il sogno dei giovani artisti italiani in un perenne incubo, impedendone la crescita a favore di tutti
Già nel 2007 era stato posto il problema dì una selezione trasparente e meritocratica che ebbe un’iniziativa popolare, molto forte, accolta a parole dall’allora Ministro e dal Presidente della Commissione di Vigilanza ma che non ebbe rispondenza nei fatti.
La proposta era quella di non affidare più a garanti di sistema, tipico da “repubblica delle banane”, le selezioni ma ad una Commissione di Qualità che nell’agire facesse emergere i criteri di vigilanza, di merito e di trasparenza, tipiche delle democrazie occidentali.
Il giudizio doveva essere affidato ad una Commissione di Qualità formata da circa 12 elementi (musicisti, giornalisti di settore, dj e consumatori) che ascoltati i brani, numerati e resi anonimi i proponenti, formulava un voto che facesse scaturire una graduatoria ed una successiva immissione, sia giovani che affermati, al Festival di Sanremo.
Invece ancora oggi l’intera organizzazione è affidata a discutibili valutazioni e professionalià, a discapito di tutti i giovani e di quanti riversano su di loro la speranza di vedere esprimere i veri talenti di una nazione in decadenza morale, artistica ed economica.
Con la presente richiediamo un autorevole intervento delle SS.LL. che non sia un sentimentalismo buonista nei confronti di “poveri illusi” ma un’azione vera, responsabile e democratica a soddisfazione di quanti nei conservatori, nelle scuole d’arte, nei teatri, nelle scuole di ballo, con sacrificio donano il loro cuore ed il loro sentimento all’espressione artistica di un popolo che non può più essere quella dei reality, illusori e degeneri, del nepotismo, mediocre e banale e del giurassico, noioso e banale.
Contestualmente, richiediamo altresì un incontro con le SS.LL. con una delegazione di cantanti, ballerini, musicisti ed etichette discografiche, per delineare le strategie future del servizio pubblico della RAI a favore di quanti credono alla vera arte, non condizionata da interessi economici degeneri ma a servizio della crescita del popolo italiano.
Roma, lì 22.1.2012
Movimento di Rinnovamento Culturale della Musica Leggera Italiana
c/o prof. Nicolò D’Agostino, via Catania, 240 – 98124 Messina – tel. 0902927223/3404186563 – nicolo.dagostino@tiscali.it

Rispondi Segnala abuso