Enzo Iacchetti: “La Tv è falsa e senza valori”

Enzo Iacchetti: “La Tv è falsa e senza valori”
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    Ospite del 38° Giffoni Film Festival, Enzo Iacchetti ha sparato a zero sulla tv italiana: “In tv non c’è verità e sarebbe bello far capire ai ragazzi che dalla tv non si impara niente dei valori della vita“. Quale miglior pulpito se non quello del Festival del Cinema per Ragazzi?

    Un messaggio netto quello lanciato da Enzo Iacchetti, che ha invece fatto dei valori la chiave portante del suo corto, Pazza di Te, presentato fuori concorso al GFF. Ben consapevole della popolarità che la tv, soprattutto con Striscia La Notizia, gli ha garantito, Iacchetti non esita a ridimensionare, per non dire ‘abbattere’, il mezzo che lo vede da anni protagonista e lo fa con un ardore e una nettezza inattesa. “La tv è solo un elettrodomestico: deve servire a svagarsi, a perdere tempo”, ma non a cercarvi la ‘vita vera’. “Di vero non c’è nulla - ha aggiunto Iacchetti – e dove non c’è verità non possono esserci maestri“, agganciandosi così al tema di questa edizione del GFF, Miti e Maestri. “Noi pensiamo che la tv possa (aggiungeremmo noi, debba) educare i nostri figli, ma non è così, anzi questo è uno dei grandi errori dei genitori” ha concluso un appassionato Iacchetti che in fin dei conti, come lui stesso racconta, sta spendendo la sua vita a “sfatare un luogo comune, quello per il quale chi fa il comico in tv non possa fare nient’altro. La mia sfida, invece, è proprio questa, dimostrare che non è così”. Lo testimonia la sua carriera teatrale e il suo recente impegno nel cinema come soggettista, sceneggiatore e regista di Pazza di Te, presentato oggi a 650 ragazzi della sezione Y Gen, di età compresa tra i 12 e i 14 anni.

    Un incontro che ha particormente emozionato Iacchetti, un po’ imbarazzato davanti alla giovanissima platea e sinceramente onorato di trovarsi a Giffoni. “Essere a Giffoni, una città che vive di cinema, è un onore e non pensavo che mi avrebbe emozionato tanto. Il mio film è stato già in altri festival e con successo, ma è la prima volta che lo presento ad un pubblico così giovane. Sono sinceramente curioso di sapere cosa ne pensate“, ha detto ai giurati in sala, commentando poi che “in genere gli adulti reagiscono con una lacrimuccia, ma non ho proprio idea di quello che potrete fare voi”.

    E ragazzi stipati nella sala Truffaut hanno reagito con entusiasmo, poca commozione e molto slancio per uno dei messaggi portanti del film: imparare a ‘incazzarsi’, a non farsi scivolare addosso la vita e a reagire, una caratteristica che invece si sta perdendo di generazione in generazione a fronte di una sempre più generalizzata apatia e accondiscendenza verso i soprusi e la maleducazione.

    Un messaggio che i ragazzi hanno colto e apprezzato, ringraziando Iacchetti per la lezione di vita racchiusa nei 15′ del suo corto. Pazza di Te è incentrata su una bella ragazza bionda, insegnante di storia dell’arte, che scopre di essere incinta. Stanca di un compagno abruttito dalla pigrizia e dalla noia di una vita che non sa dove andare (citazione alla Ligabue) decide non solo di tenere il bambino, ma di cambiare vita trasferendosi dalla sonnacchiosa provincia italiana in un piccolo e ‘caldo’ centro della Svizzera, dove crescerà il suo bambino, affetto dalla sindrome di Down. Sindrome diagnosticata, sebbene non dichiarata nel corto, ma che non scalfisce la giovane donna, entusiasta della sua nuova vita e ‘pazza’ del suo bambino.

    Anche questo, in fin dei conti, è un film contro i luoghi comuni, “contro l’idea che una bella ragazza abbia come unico progetto di vita quello di fare la Velina“, ha puntualizzato Iacchetti ai ragazzi, ai quali ha spiegato anche come è nata l’idea del film: “Ero in Olanda e vedo una bellissima ragazza in bicicletta con il suo bambino down; le chiedo se è suo figlio e mi risponde ‘Per fortuna sì’. L’ho trovata un’immagine così bella che ho deciso di costruirci una storia intorno… ed eccoci qui”.

    Già, eccoci qui a Giffoni, con uno dei personaggi più amati della tv italiana che ci ricorda di diffidare di un mezzo che nasce per divertire e informare, che fa scoprire mondi lontani e che può far anche sognare, ma che non può e non deve educare. Non esiste una ‘buona maestra televisione’ o una ‘cattiva maestra televisione’: semplicemente la tv non è una maestra. Parola di Enzo Iacchetti.

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