Enrico Mentana spiega lo sbarco al Tg La7 su Vanity Fair

Enrico Mentana spiega lo sbarco al Tg La7 su Vanity Fair

Enrico Mentana parla del suo nuovo incarico come direttore del Tg La7 ai lettori della sua rubrica su Vanity Fair: si dice orgoglioso di non aver chiesto aiutini e di essere pronto a costruire il terzo polo informativo d'Italia

    Enrico Mentana sulla copertina di Vanity Fair un anno fa

    Enrico Mentana scioglie le riserve e spiega ai lettori della sua rubrica su Vanity Fair il suo sbarco a La7 in qualità di direttore del Tg La7 e traccia gli obiettivi di questa sua nuova avventura giornalistico-televisiva. “Non ho ancora stretto nessuna intesa formale con l’editore del telegiornale di La7 – precisa Mentana in apertura di articolo – però, visto che mi chiedete se farò il direttore di quel telegiornale, rispondo con un bel “sì”, e al diavolo le cautele“. Nessun ‘aiutino’ per ottenere il posto, solo la voglia di contribuire a costruire il vero terzo polo tv.

    Enrico Mentana scioglie la prognosi e parla del suo nuovo incarico come direttore del Tg La7, aprendo il suo ‘cuore’ ai lettori della rubrica che tiene da tempo su Vanity Fair, Stazione di Posta. Spiega i perché del suo ‘trasferimento’ a La7 e delinea i suoi obiettivi e le sue speranze in un lungo articolo in edicola oggi.

    Mentre scrivo non ho ancora stretto nessuna intesa formale con l’editore del Tg di La7. Però, visto che mi chiedete se farò il direttore di quel telegiornale, rispondo con un bel ‘sì’, e al diavolo le cautele. Ho già stretto la mano, accettando l’offerta nell’ultimo momento utile per poter ricominciare il mio lavoro fin dall’inizio della prossima stagione“. Il sì c’è, quindi, manca solo la firma che i più ottimisti vedevano già per lunedì, ma che a questo punto dovrebbe essere davvero imminente.

    Non ha mai nascosto ai suoi lettori il dilemma vissuto negli ultimi mesi, ovvero se tornare a Mediaset, che pure lo corteggiava, o tentare una nuova avventura su La7. “La situazione si è riaperta al principio di quest’anno con le nuove proposte di Mediaset, dieci mesi dopo avermi messo fuori della porta – spiega Mentana – la cauta insistenza dei dirigenti di Telecom che mi avrebbero ingaggiato ben prima se ‘qualcuno’ non si fosse messo di traverso, e l’esperienza breve ma molto positiva del programma via web con il Corriere della Sera.

    Su queste colonne tre mesi fa ho raccontato fedelmente come stavano le cose, e il dilemma che si apriva, tra una Mediaset che mi rivoleva per riempire l’album, ma senza sapere come utilizzarmi, e chi aveva un progetto ben preciso come La7, ma giocava decisamente in trasferta. Alla fine ho scelto nel modo che sapete, e l’ho fatto con entusiasmo“.

    Al di là della temuta panchina al Biscione, Mentana spiega le ragioni che l’hanno portato a casa Telecom: “Perché è una realtà nuova (dopo undici anni e mezzo nei Tg Rai e quasi diciotto tra Tg5 e Matrix a Mediaset); perché è un momento propizio come non mai alla crescita di un terzo polo dell’informazione; perché mi affascina e mi dà la carica l’idea di tornare a lanciare un telegiornale; perché i dirigenti di quell’emittente furono i primi (gli unici) a farsi avanti subito dopo il mio divorzio da Mediaset; perché ingiustamente quel notiziario è stato considerato in questi anni come la Cenerentola dei telegiornali, messo nell’impossibilità di crescere per vincoli di vario tipo, interni ed esterni; perché quindi ha un potenziale di crescita molto ampio; e perché infine lì stavo per andare all’inizio degli anni Duemila, accarezzando già allora il sogno di poter ricominciare da capo, con un Tg che sfidasse le due corazzate dell’informazione televisiva. E quella tentazione non l’ho mai accantonata“.

    Messo così quello col Tg La7 sembra davvero un matrimonio perfetto, un accordo che converge per obiettivi e per filosofia, in un contesto particolarmente ostico per la libertà di informazione sul quale Mentana non rinuncia ad argomentare: “Ora si tratta di vedere quali sono le possibilità di crescita di una emittente forte nei suoi programmi di approfondimento ma anche nel suo telegiornale – aggiunge – in una fase della vita del Paese in cui l’esigenza di essere informati è forse pari a quella di svagarsi o avere compagnia dalla tv. A questa scommessa mi piace davvero poter dare il mio contributo, immaginando un appuntamento in cui le notizie ci siano tutte, con un’idea non condizionabile di libertà, con il gusto di scegliere senza ansia di nascondere o enfatizzare“.

    Gusto di scegliere senza compromessi, rivendica con orgoglio il giornalista, fiero di non “aver chiesto ‘aiutini’ a nessuno in questo anno e mezzo di stop forzato“. “Raccomandarsi a qualcuno vuol dire cedergli parte della nostra libertà – sottolinea Mentana – come potete vedere molto spesso in tv (e non solo). E questo vale ovviamente per Berlusconi e per i suoi avversari, ma anche per le lobby economiche e perfino giornalistiche. Se mi vedrete a dirigere (e condurre) il tg di La7 dovrò insomma ringraziare solo chi mi ha assunto per fare un giornale senza padroni di casa, se non gli spettatori. Parole chiare, no?“.
    Chiarissime: ora non ci resta che vederlo all’opera.

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