Enrico Mentana pensa alla politica, da Tortora alla Zanicchi ecco chi l’ha preceduto

Enrico Mentana pensa alla politica, da Tortora alla Zanicchi ecco chi l’ha preceduto

Enrico Mentana pensa alla politica: su Facebook dice di pensare a un movimento dedicato ai giovani

    Enrico Mentana nello studio del TgLa7

    Beppe Grillo docet, dopo il comico genovese altri volti della tv hanno deciso di scendere in politica. E dopo la notizia di ieri – prontamente smentita dal diretto interessato – della discesa di Gerry Scotti con i colori di Italia Pulita, il fantomatico nuovo partito di Silvio Berlusconi ed ecco che oggi è il turno di Enrico Mentana. Il direttore del tg La7 scrive sulla sua pagina Facebook che se non fosse giornalista, si dedicherebbe alla politica: ‘Se non facessi un altro mestiere, mi piacerebbe fondare un movimento per il lavoro ai giovani, da portare alle elezioni‘. Quello di Mentana e Scotti però è solo l’unico di una lunga serie di discese in campo di personaggi televisivi, ricordiamoli in questo post.

    Enrico Mentana ha lanciato dunque il programma del suo (ipotetico) movimento per i giovani sulla sua pagina Facebook e il programma è semplice: ‘Ribaltare tutto il nostro impianto sociale e normativo, politico e sindacale, che tutela fino in fondo chi è già inserito nel mondo del lavoro, delle professioni e della pubblica amministrazione – dai diritti sul lavoro, ai mutui, ai sussidi di disoccupazione, alle pensioni – tutto a scapito delle nuove generazioni. Nella concorde insensibilità verso i giovani, di cui sono corresponsabili i governi, gli imprenditori e i sindacati, non si è solo perpetrata un’ingiustizia, ma si è anche essiccata la pianta del ricambio sociale e culturale di questo paese, che – con tutto il rispetto – sembra sempre più una immensa casa di riposo. Senza smantellare lo stato sociale si possono spostare i pesi di incentivi e ammortizzatori, di defiscalizzazioni e finanziamenti verso i nuovi lavoratori. Quando avevo 25 anni potevo scegliere che mestiere fare, e con me tutti i miei coetanei. Provo oggi rimorso per l’ingiustizia che stiamo compiendo verso i ventenni di oggi. E sarebbe bello e giusto battersi per invertire la tendenza, con forza‘.

    La discesa in campo di Berlusconi nel 1994 – quando ancora era solo un imprenditore televisivo e presidente del Milan – ci ricorda che negli attimi di crisi e confusione i partiti e la fiducia in loro si sfaldano ed ecco spiegato il successo del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, ma come lui altri volti tv potrebbero scendere in politica? Ieri su Twitter si dava per scontata la discesa politica di Gerry Scotti come leader del neonato partito Italia pulita, un gruppo fondato ad hoc da Silvio Berlusconi anti-grillini. Invece, si trattava di una bufala, anche se a memoria non sarebbe la prima volta che Gerry Scotti pensa alla politica: il presentatore tv è stato parlamentare nelle fila del PSI fino al 1992 e non ama parlare della sua carriera a Montecitorio, tuttavia ha sempre detto di voler devolvere la sua pensione da parlamentare in beneficenza.

    Quanto a Beppe Grillo, il comico genovese già da tempo ha abbandonato la tv e si è dedicato all’antipolitica.

    Prima sul suo blog, poi con i V Day, ed ecco che il 4 ottobre 2009 nasce il Movimento Cinque Stelle l’unico che sostiene tutte le battaglie tematiche politiche, culturali e sociali del comico genovese. Grillo è in buona compagnia, come lui anche altri hanno varcato le porte della politica dopo una carriera in tv, il primissimo a farlo fu uno dei volti più amati della storia della tv: Enzo Tortora, europarlamentare nelle file del partito radicale dal 1984 al 1985. Il presentatore di Portobello venne eletto nel 1984 nel bel mezzo del caso Tortora, quando venne accusato ingiustamente di associazione a delinquere di stampo camorrista. Il presentatore si candidò con il Radicali (che gli pagarono anche le spese processuali), fu eletto nel 1984 e l’anno dopo si dimette e rinuncia all’immunità da europarlamentare e resta agli arresti domiciliari. L’assoluzione arriverà nel 1986 e dopo due anni il giornalista e presentatore morirà.

    Dopo Tortora sono stati tanti altri volti televisivi a candidarsi alle elezioni: Iva Zanicchi è subentrata a Mario Mantovani al Parlamento europeo nelle file di Forza Italia nel 2008 per poi essere rieletta l’anno dopo. L’aquila di Ligonchio è la più assenteista fra i deputati europei italiani e ha sempre detto che le sue assenze sono dovute alle riprese della fiction Caterina e le sue figlie 3, da qualche tempo a questa parta la Zanicchi ha rinnegato la discesa in politica. In quello stesso anno si candidano due giornalisti amatissimi della Rai: Lilli Gruber e David Sassoli. La presentatrice di Otto e mezzo è stata europarlamentare dal 2004 al 2009 nelle file del Pse, mentre Sassolini viene candidato nel 2009 dal Pd come capolista dell’Italia centrale ed è il primo eletto della circoscrizione. Dopo aver condotto il Tg1 per anni, Sassoli ha recentemente detto che la sua intenzione è ‘dedicare il resto della vita alla politica‘.

    Anche Alessandro Cecchi Paone nel 2004 si candidò alle elezioni europee nel 2004 e fu proprio allora che dichiarò la sua “omoaffettività”. Non viene eletto nelle file di Forza Italia e dopo quell’esperienza, esprime dopo posizione critiche nei confronti sia della destra che della sinistra italiana e si avvicina alle associazioni LGBT e crea Lib di ispirazione di centro-destra, che insieme all’Arcigay di Grillini, si uniscpono al neonato Psi di Boselli. Nel 2008 entra nelle fila del Pri ed è da sempre vicino ai Radicali. Chiudiamo la carrellata con Luca Barbareschi, il produttore tv ex presentatore e attore, è parlamentare dal 2008. Dopo l’uscita di Fini dal Pdl lo segue in Futuro e libertà, per poi aderire al gruppo misto nel 2011. Barbareschi continua a lavorare per la Casanova, la sua casa di produzione tv, il suo prossimo progetto è la biofiction di Adriano Olivetti.

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