Enrico Mentana, la politica in Rai ha aiutato la carriera di tanti giornalisti

Enrico Mentana contro i colleghi della Rai: anche loro si sono appoggiati alla politica per far carriera

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    enrico mentana su la rai

    Visto che in Rai è sempre tutto tranquillo, ci pensa Enrico Mentana a mettere un po’ di zizzania, dando la sua lettura di quanto accade a Viale Mazzini, sempre più stretta tra desiderio di riforma di Mario Monti e l’ostracismo della Politica (con la ‘p’ maiuscola), poco ‘tecnica’ e molto ‘affezionata’ alla gestione della Tv di Stato. In vista del rinnovo della dirigenza (dal CdA alla Presidenza) che scade il prossimo 28 marzo, Mentana dà il suo (non richiesto) consiglio: per gestire un’azienda che definisce ‘abnorme nelle dimensioni, irriconoscibile nelle capacità di governo, pletorica nella struttura di comando’ è necessario che il ruolo di direttore generale vada a ‘un uomo nato a Viale Mazzini‘, l’unico in grado di trasformarla in un’azienda ‘normale‘. Confidando nell’attenzione di Mentana al politically correct di ‘genere’, immaginiamo che il problema non riguardi la guida al femminile di Lorenza Lei, quanto piuttosto al toto-moni che impazza in queste settimane.

    In un’intervista a Repubblica, Enrico Mentana dice la sua sul futuro della Rai, a pochi giorni dalla scadenza del CdA e soprattutto in pieno fermento da ‘riforma’ Monti, ancora di là da venire. Nel frattempo la situazione sembra ‘degenerare’: tra il caso Celentano ancora non archiviato, la sfuriata di Freccero che sarà affrontata nel prossimo consiglio, la lotta all’evasione del canone, la guerra per il paregio di bilancio e soprattutto un contesto politico alquanto ‘magmatica’ che mozza il fiato a Viale Mazzini non c’è di che stare sereni.

    L’ipotesi di un direttore generale con funzioni di commissario, trapelata dopo il vertice di Monti con i leader di PD, Pdl e Udc, non dispiace a Mentana: ‘Forse avremo un direttore generale che comanderà sul serio, com’è normale‘ per ‘tenere i conti in pareggio, non affondare nei debiti, non morire. [..] Questa è la soluzione che mi sembra possibile, praticabile, auspicabile‘, dice il direttore del Tg La7 che, come molti italiani, è convinto che la cosa più difficile sia convincere i partiti ad allentare la morsa che stringe la Rai. ‘La Rai finora – spiega Mentana – è stata la greppia per piazzare persone, il posto eletto per i fiduciari politici, anche il luogo di autofinanziamento attraverso la quotazione delle fiction. E infine la grande risorsa del potere maschile: designare, insediare, insidiare corpi di donne. Come fanno oggi a soffiare sopra questo ben di Dio?‘.

    Se la politica ha le sue responsabilità, Mentana non salva dalle ‘colpe’ anche i colleghi: ‘Tante carriere si sono costruite sul talento dell’attesa, che mai è stata vana, di qualcuno che sorreggesse il tuo corpo e lo conducesse ai piani alti‘, dice Chicco. Scommettiamo che qualcuno gli risponderà?