Emma Marrone, un tumore maligno nel suo passato

Emma Marrone, un tumore maligno nel suo passato

Emma Marrone svela di aver subito un intervento d'urgenza per l'asportazione di un tumore maligno all'utero

    emma marrone

    Sono passati due anni da quando Emma Marrone è stata sottoposta a un intervento d’urgenza per asportare un tumore maligno all’utero. Erano ancora lontani la vittoria ad Amici 9 e il secondo posto a Sanremo 2011: Emma era poco più che ventenne ed era in tour con la sua band, i M.j.u.r., quando alcuni malesseri svelarono un tumore. Finora l’aveva raccontato solo a Maria De Filippi: ora ha deciso di svelare il suo segreto in un’intervista a Gioia.

    Oggi è il mio secondo anniversario di vita“: così inizia il racconto di Emma Marrone, che ha deciso di svelare ai lettori di Gioia una pagina finora segreta della sua vita. Un episodio decisamente drammatico di cui aveva parlato solo a Maria De Filippi e che aveva tenuto gelosamente nascosto per non ‘impietosire’ pubblico e critica.

    Ha superato un tumore, scoperto per caso due anni fa mentre cercava di sfondare con la sua band: “Per un anno facciamo su e giù sui treni di notte, siamo morti di fame per amore della musica. Esce il disco e piace, ci chiamano per i concerti ed è pronto un minitour. Il minitour non parte mai perché io comincio a star male. Sono sempre stanca, si bloccano alcuni funzioni vitali, non mangio, arrivo a 40 chili, sento un peso enorme dentro di me. I medici scoprono che nell’utero ho una grande massa, tumorale e maligna. Sono operata d’urgenza a Roma.

    L’intervento dura sette ore e riescono a salvarmi l’utero. Quando mi sveglio ho un lungo taglio, ma sono già un’altra persona“.

    Un’esperienza davvero dura alla luce della quale si possono capire meglio certi comportamenti e certi suoi atteggiamenti nei confronti del successo, della vita, della musica e di cui parla solo ora: “Ad Amici non era il momento giusto. Sarei passata per una vittima. Io invece voglio testimoniare. Alle ragazze, le fan, voglio dire che non sono un mito, vivo sotto le vostre stesse nuvole. Sono stata graziata e sento di dover seguire le ragazze. I loro problemi sono i miei“. Una sorta di ‘responsabilità civile’ verso quanti ne sostengono il successo: “Hanno comprato 150mila copie dei miei dischi e non me ne interesso? Ho i loro soldi in tasca, mi ascoltano e io li devo ascoltare. Non riesco a non farlo. Leggo le loro e-mail e rispondo, a tutti. È il dazio che pago“. Sa bene di non essere una cura, ma a chi le chiede aiuto dice: “Voglio essere la colonna sonora della vostra guarigione“. Non c’è bisogno certo di commenti.

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