Emilio Fede nomina Corrado Passera nuovo DG della Rai

Emilio Fede indica il nuovo direttore generale della Rai: il suo uomo ideale è Corrado Passera

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    Anche Emilio Fede dà la sua ricetta per far uscire la Rai dall’impasse di queste ultime settimane: di fronte all’ipotesi di un direttore generale con funzioni da commissario risanatore, il direttore del Tg4 lancia il suo ‘candidato’ dai microfoni di Un Giorno da Pecora, su RaiDue: trattasi dell’attuale ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che vedrebbe bene nel ruolo di nuovo dg Rai. Intanto Calderoli, ex ministro della Lega Nord, tuona contro il rischio di un commissario: ‘Credo che il commissariamento della Rai sarebbe l’ultimo atto di un colpo di Stato strisciante, che si è manifestato prima a livello politico. Se poi prendono anche la Rai hanno fatto veramente tombola‘. E’ sulla scia di Gasparri.

    Sono stato 27 anni in Rai, e da allora non c’ènulla di nuovo sotto il sole. Dopo Bernabei, le cose in Rai sono diventate complicate‘: così Emilio Fede, su richiesta dei conduttori di Un Giorno da Pecora, dice la sua in merito alle ultime vicende politiche che soffocano mamma Rai. Certo è che lui alla direzione generale della Rai non ci andrebbe mai: ‘Mica sono scemo‘, scherza il giornalista, anche se poi davanti a una concreta proposta chissà cosa risponderebbe.

    Intanto il toto-nomine alla direzione generale della Rai impazza: a quelli interni di Giancarlo Leone e di Claudio Cappon, nonché degli esterni Rocco Sabelli (risanatore della Parmalat), Giulio Anselmi, attuale dg per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mibac, di Mario Resca – ora ad Alitalia – e di Francesco Caio, amministratore delegato di Avio, si aggiungono quello di Domenico Arcuri, giovane manager e AD dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e di Raffaele Ferrara, al momento direttore generale dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

    Insomma, i nomi circolano, ma il centrodestra è contrario a un commissario: dopo Angelino Alfano, che punta a rimandare la riforma della Rai al 2013, dopo le prossime elezioni perché resti un fatto ‘politico’, arrivano anche le dichiarazioni di Calderoli, Lega Nord, che vede nel commissariamento della Rai l’atto conclusivo del colpo di Stato compiuto da Monti (?). ‘Che la Rai così non funzioni, è un dato di fatto ma da lì a risolverla con un commissariamento non c’era arrivato neanche Mussolini nel ventennio‘, dice Calderoli. Beh, forse non ricorda che all’epoca esisteva MinCulPop…