Emilio Fede licenziato da Mediaset: il direttore smentisce, ma il Sipario cala

Emilio Fede licenziato da Mediaset: il direttore smentisce, ma il Sipario cala

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    Emilio Fede licenziato da Mediaset: l’ex direttore del TG 4 sarebbe stato nuovamente allontanato dal Biscione con una raccomandata. Poche righe e addio al suo contratto di consulenza: dopo che nel 2010 era stato cacciato dalle news dell’informazione Mediaset, il percepito fan di Silvio Berlusconi era riuscito ad ottenerlo qualche tempo fa. Niente di più falso, smentisce il diretto(re) interessato: ha un contratto che scade a giugno e che fino a questa mattina ritiene ancora valido. Vien da dire però che il Sipario potrebbe definitivamente calare.

    «Non ho ricevuto alcuna lettera di licenziamento da Mediaset, almeno fino a questa mattina», ha detto raggiunto dall’Ansa, poi ha smentito: « [...] con Mediaset ho un contratto che scade a giugno e al momento per me è valido questo».

    E’ quanto ha replicato l’ex direttore del TG 4 dopo l’articolo apparso quest’oggi sulle pagine del quotidiano La Stampa che ha diffuso la notizia di un possibile licenziamento definitivo a causa della «decisione unilaterale dell’azienda immediatamente esecutiva a partire dal 31 ottobre».

    Ricorderete tutti senza alcun dubbio le sorti capitate ad Emilio Fede, il cui ruolo a Mediaset era stato ridimensionato nel 2010 dopo il presunto ricatto nei confronti dei vertici aziendali per un falso fotomontaggio; si è detto ritrarrebbe il direttore generale dell’informazione del gruppo Mauro Crippa in compagnia di un transessuale:

    «Ho già chiarito e ripetuto che quella foto appena mi è arrivata tra le mani l’ho immediatamente consegnata a un’autorevole persona del gruppo Mediaset», ha precisato Fede, per cui il resto delle notizie e dei gossip circolati sono solo «illazioni».

    Anche se Emilio Fede smentisce quanto, il Sipario sul direttore del Tg 4 sembra destinato a chiudersi presto, almeno in casa Mediaset, con cui avrà pure un contratto fino a giugno ma che non sembra al momento intenzionata a fare investimenti sulle novità editoriali avanzate dal giornalista 83enne:

    «Ho presentato almeno 70 proposte. Ma niente, non mi hanno mai nemmeno risposto». Un motivo ci sarà: quale sia non è dato sapere almeno da parte dell’azienda, ma di certo la scatola dei processi da cui pescare non è fatta di minuzie.

    Dalla condanna in primo grado a 7 anni di reclusione per il processo Ruby due alle indagini per associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione, o, ancora, le accuse di ricatto ai vertici Mediaset, da cui il direttore si è sempre difeso:

    «Ma quale ricatto! Io pagai quella foto e anche 5000 mila euro per il transessuale che aveva posato e poi la consegnai a chi di dovere in Mediaset. E loro mi licenziarono in tronco». In almeno un caso, forse basterebbe moltiplicare per due?