Emilio Fede ‘lascia’ il Tg4 a Giovanni Toti: Mediaset lo licenzia, ma Fede non molla

Emilio Fede lascia il TG4 e Mediaset

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    In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del Tg4. Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l’azienda. Mediaset lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell’informazione del Gruppo. Giovanni Toti, direttore responsabile di ‘Studio Aperto‘, e’ il nuovo direttore designato del Tg4′. Così Mediaset ha annunciato il divorzio con Emilio Fede, annunciando contestualmente che non è andata a buon fine la trattativa consensuale. Ora per l’ex direttore del TG 4 potrebbe aprirsi una carriera da senatore? Intanto il giornalista non intende lasciare Mediaset: ‘Mi era stato chiesto di lasciare il primo luglio ma io chiedevo una proroga, mi ero intestardito più del necessario e loro si sono seccati. Allora vai via adesso hanno risposto, è una loro decisione di fronte alla mia eccessiva testardaggine. Ma non credo di lasciare l’azienda: cosa farò? E’ presto per dirlo…‘.

    Dopo 20 anni di direzione, Emilio Fede lascia il TG4: Mediaset ‘lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell’informazione del gruppo‘, ma contestualmente lo sostituisce con Giovanni Toti, già direttore responsabile di Studio Aperto che ora approda sulla poltrona più alta del tg fondato e diretto da Fede per due decenni. Un addio, quello tra il giornalista e l’azienda, che non consensuale, e arrivato un paio di mesi prima della deadline di giugno annunciata lo scorso gennaio dall’ex direttore del TG1, che avrebbe voluto dedicarsi ad un programma di approfondimento settimanale, sulla scia del tanto amato Tv7.

    Ora, per Fede – tornato al centro delle cronache per la vicenda della valigetta con 2,5 milioni di euro che avrebbe portato in una banca svizzera e che sarebbe stata rifiutata dall’istituto di credito, storia da lui definita ‘un complotto’, forse nato proprio in seno al Biscione – potrebbe aprirsi la carriera politica, ovviamente nel partito di Silvio Berlusconi. ‘Mi candido alla Camera con il Pdl, perché con Berlusconi sono già d’accordo – diceva nella mattina del 28 marzo, poche ore prima del licenziamento, a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera – mi danno una buonuscita, non clamorosa, ma equa per quello che ho fatto e dato in tutti questi anni. Poi avrò dei benefit, tipo l’autista e la segretaria. Poi un programma in prima o seconda serata su Retequattro, l’incarico fantasma ma comunque prestigioso di direttore editoriale dell’informazione e, infine, un contratto di consulenza di tre anni più due‘.

    Cose che ora ci sembrano un po’ difficili da ottenere, quando poche righe prima il direttore raccontato che si stava ‘faticosamente rialzando‘ dal caso Ruby (per non parlare delle intercettazioni con Lele Mora e Nicole Minetti), e che questo nuovo intoppo era dovuto al fatto che ‘C’è qualcuno a cui continuo a dare fastidio, sì, questo direttore che dirige da così tanti anni, purtroppo, sta sulle scatole a qualche invidiosetto‘, vertici Mediaset inclusi: ‘Io gli ho detto: fatemi arrivare all`autunno, e poi vi lascio il TG 4 – aveva aggiunto Fede – penso che questi miei accordi possano aver scatenato altre invidie nei miei confronti, e qualcuno può aver pensato bene di farmi mangiare un po’ di fango‘. Chissà se Silvio Berlusconi rimedierà in qualche modo… ‘Berlusconi è con me, nel senso che mi vuole bene. In questi anni ho dato tanto a Mediaset e tutta l’azienda mi ha dato tanto. Non potrei mai dire una virgola contro l’azienda‘, ha detto Fede questa mattina, 29 marzo, dopo una notte certo non facile.

    Ovviamente Fede non ha risparmiato i suoi commenti all’indomani del comunicato stampa del Biscione: si dice contento dell’arrivo di un ‘bravo ragazzo’ come Giovanni Toti, ma deciso a non mollare il suo posto nell’azienda. La questione della valigetta con il denaro da consegnare in Svizzera è stata l’ultima definitiva goccia: ‘Nella vicenda Lugano poi l’azienda si è sentita tirata in causa… Più che sapere quale sia il mio futuro aziendale mi interessa sapere chi sono i due con la valigia che sono andati in Svizzera spacciandosi per me…‘. E’ avvelenato con De Bortoli del Corriere della Sera, che non perdonerà mai. In basso le dichiarazioni di Fede a La Zanzara di Cruciani del 28 marzo.

    Intanto Fede è in redazione, al suo posto al Tg4: la mattinata è trascorsa tranquilla, ha raccontato il direttore all’AdnKronos: ‘Ho letto i giornali e mi sono subito messo di buon umore, ho letto cose che normalmente si scrivono di chi non c’è più, con il piacere di esserci ancora. Leggendo la mia storia mi sono detto ‘però, quanto sono bravo’, e poi ci sono i tanti messaggi e messaggini che ho ricevuto, fra gli altri quello del direttore di Radio1 e del Gr1 Antonio Preziosi, che mi invitava a entrare a far parte della sua squadra. L’ho ringraziato. Fuori casa è pieno di gente, ho dovuto farla allontanare’.

    mentre il Corriere della Sera lo omaggia sulla sua pagina web con meglio delle sue gaffe e dei suoi scoop, mentre Aldo Grasso gli concede l’onore delle armi.

    Articolo a cura di Fulvia Leopardi e Giorgia Iovane.