Emilio Fede: “Guadagno 20.000 euro al mese”

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Emilio fede stipendio

Emilio Fede ha deciso di non fare mistero del suo stipendio e in collegamento telefonico con La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24 dichiara di percepire un compenso di 20.000 euro al mese. Non proprio un ‘rimborso spese’ per il direttore del Tg4 che lavorando per un’azienda privata non ha certo limiti per il suo ingaggio e non deve, di fatto, dar conto a nessuno (se non al fisco, come ogni italiano). E’ chiaro che la sua percezione sull’andamento degli stipendi in Italia sia ‘leggermente’ fuori fuoco, visto che poi aggiunge che la moglie Diana De Feo, già giornalista del Tg1 e ora senatrice del Pdl, guadagna ‘poco’ con i suoi 5.000 euro (circa) mensili.

Mentre in Rai si discute ormai da anni sulla necessità di rendere pubblici i compensi di conduttori, giornalisti e ospiti delle trasmissioni tv, per dar conto ai cittadini che pagano il canone come vengano spesi i soldi pubblici, a Mediaset non hanno certo questo problema e possono quindi trattare contatti e compensi senza vincoli di approvazione da parte del CdA o dei vertici aziendali. Nessuno scandalo (magari un ‘leggero’ senso di invidia) per i 20.000 euro mensili che Fede ha dichiarato di percepire in qualità di direttore del Tg4, incarico che dice di essere pronto a lasciare solo quando se ne andrà Berlusconi. Lascia perplessi, invece, il fatto che Fede giudichi insufficienti i circa 5.000 euro percepiti dalla moglie per il suo incarico di senatrice: beh, se si entra nella gestione dei soldi pubblici scattano i mal di pancia…

Mer 22/06/2011 da Giorgia Iovane

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Milano 24 giugno 2011 13:44
Subtract karmaAdd karma1 Punti

Emilio Fede si dovrebbe vergognare di una dichiarazione simile quando c’è gente che 5000 euro non li vede neanche in 6 mesi da lavoro e senza alcun beneficio ne alcun rimborso. Per fortuna che fra una ventina d anni l Italia si libererà dell 80% di questa gente che ne ci rappresenta e ne ci informa a dovere.

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Syd 28 giugno 2011 12:43
Subtract karmaAdd karma

…si si, e tra vent’anni sai quanti altri “Fede” ci troveremo in giro se le regole attuali non cambiano?
Son le norme che devono cambiare, non la gente. Cambiate le prime, automaticamente, cambiano le seconde.

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