Emilio Fede contro Bruno Vespa: ‘Come giornalista non mi porta neppure le scarpe’

Emilio Fede contro Bruno Vespa: ‘Come giornalista non mi porta neppure le scarpe’

Emilio Fede contro Bruno Vespa: l'ex direttore del Tg4 si mette contro il conduttore di Porta a Porta

    Emilio Fede si scaglia contro Bruno Vespa, affermando che è un buon conduttore, ma come giornalista lui è senz’altro il migliore tra i due. Intervistato da Ettore Petraroli e Rosario Verde su Radio Club 91 durante il programma ‘I Radioattivi’, l’ex direttore del Tg4, parlando del conduttore di Porta a Porta ammette che Vespa ha tutto il mono politico in mano ed ambisce a diventare direttore della Rai, cosa che probabilmente gli verrà concessa. Fede, però, non evita di affermare che chi sale troppo in alto come è successo a lui, può incorrere in un grosso rischio , cioè quello di cadere ‘precipitevolissimevolmente’.

    Non le manda certo a dire Emilio Fede a Bruno Vespa, durante un’intervista radiofonica l’ex direttore del Tg4 parla del suo rapporto con il conduttore di Porta a Porta, che non valuta un giornalista alla sua altezza, ma questo è solo uno degli aspetti che tocca nella sua chiacchierata con Ettore Petraroli e Rosario Verde del programma I Radioattivi. Se è vero che Vespa in tutti questi anni non lo ha mai invitato in trasmissione, Fede si fa forte della sua carriera: 60 anni di attività e quella che definisce una miseria di pensione, ossia 8200 euro, l’ex direttore si vanta del suo percorso lavorativo. E’ giornalista professionista dal 1 gennaio 1955, percorrendo la storia dell’Italia che va De Gasperi a Berlusconi.

    Fede parla anche di Napoli: città che ama e da cui riceve amore, e non può non fare un riferimento a De Luca. I due si sono incrociati ma è evidente che visti gli sguardi di sufficienza, tra loro non c’è un gran feeling.

    Fede si preoccupa attualmente del suo libro L’Emilio, e inoltre in autunno torna con un programma ma non sa ancora su quale rete. Basta con i Tg, ma un buon settimanale sarebbe nelle corde dell’ex direttore, che vede un po’ di Vespa anche in Matteo Renzi, cioè i suoi nei.

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