Emanuela Orlandi è viva: telefonata choc in tv (video)

Emanuela Orlandi è viva: telefonata choc in tv (video)

Una telefonata choc all'emittente locale RomaUno rilancia l'ipotesi dell'esistenza in vita di Emanuela Orlandi: secondo un anonimo, definitosi ex agente segreto, Emanuela vive sedata in un manicomio londinese da 28 anni

    Il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne cittadina del Vaticano scomparsa in circostanze misteriose nel 1983, non si è mai davvero chiuso, anche grazie alle indagini condotte negli ultimi anni da Chi l’Ha Visto?, che di fatto ha riportato il caso alla ribalta tv stanando testimoni eccellenti e raccogliendo segnalazioni che hanno aperto nuove piste investigative. Una di queste, però, è rimbalzata dalle frequenze di RomaUno, che in una puntata del suo programma tv Metropolis ha ospitato Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, raggiunto da una telefonata choc. “Emanuela è viva ed è rinchiusa in un manicomio londinese” la rivelazione fatta da un anonimo telespettatore qualificatosi come ex agente del Sismi, ‘Lupo Solitario’, in collegamento dal Brasile. In alto la telefonata dell’informatore segreto a RomaUno.

    Emanuela Orlandi sarebbe rinchiusa da 28 anni in una struttura privata e protetta nel centro di Londra: questa l’informazione fornita da un anonimo telespettatore che dice di essere un ex agente dei servizi segreti e entra in dettagli che vorrebbero la ragazza (ormai 43enne, se fosse davvero viva) sedata dal giorno del sequestro e assistita da due medici e quattro infermiere. Le motivazioni del rapimento – compiuto secondo l’uomo da agenti segreti inglesi – sarebbero da ricercare nel passato del padre di Emanuela, Ercole (morto nel 2004), e riguarderebbero i loschi affari tra lo Ior e il Banco Ambrosiano, presieduto da Roberto Calvi, ucciso nel 1982 e fatto ritrovare impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra e con cui il padre di Emanuela avrebbe avuto rapporti.

    Tutte le altre piste (compreso il coinvolgimento della Banda della Magliana, nonostante i racconti dell’ex compagna di Enrico De Pedis) sarebbero dei “depistamenti [sic]“, dice l’anonimo, la cui ‘autenticità’ solleva qualche dubbio.

    Di sè dice di avere un “cervello pericoloso” (“Le carte e i documenti si possono bruciare, il cervello di Lupo no ed è molto pericoloso“) e per questo è stato costretto a lasciare l’Italia: fa capire di vivere in attesa che qualcuno lo faccia fuori e dice di essersi deciso a parlare – ma non con gli inquirenti, data la sua particolare situazione – perché “stuzzicato e tirato in causa da alcune falsità dette, da alcune promesse fatte e ora paghi che deve pagare“.
    A questo punto ci aspettiamo un approfondimento di ‘indagini’ da parte di Chi l’Ha Visto? e ovviamente da parte degli inquirenti, che stanno già analizzando la registrazione tv.
    Federica Sciarelli si dice scettica, mentre per Ferdinando Imposimato, magistrato che si è occupato del caso, si tratterebbe di un altro depistaggio. Sebbene convinto dell’esistenza in vita di Emanuela (a quanto parte accertata fino al 1997/98 e che vedrebbe la donna made di due figli), Imposimato sostiene che quanto detto da ‘Lupo Solitario’ assomiglia molto a quanto ha affermato nel 1983 Jona Andronov, colonnello del Kgb coperto dall’incarico di giornalista per la Literaturnaja Gazeta. Imposimato è convinto, piuttosto della pista russa e bulgara: “Il caso Orlandi è indiscutibilmente connesso con quello di Mirella Gregori e con l’attentato al Papa – dice Imposimato – Il vero movente del rapimento era ricattare Giovanni Paolo II e il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, per ottenere la grazia di Agca, ma soprattutto la liberazione di Ivan Antonov, caposcalo della Balkan Air di Roma”. La verità si avvicina o è sempre più lontana?

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