Elio e le Storie Tese a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Elio e le Storie Tese a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Elio e le Storie Tese a Sanremo 2013, scheda e testi delle canzoni Dannati forever e La canzone mononota

da in Festival di Sanremo 2013, Elio e le Storie Tese
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    Elio e le Storie Tese tornano al Festival di Sanremo. Il gruppo rock demenziale milanese porta all’Ariston due canzoni: Dannati forever e La canzone monotona. Elio e le Storie Tese hanno già partecipato al Festival nella doppia veste di cantanti e conduttori: nel 1996 hanno sfiorato la vittoria finale con il loro “inno” italiano La terra dei cachi, mentre nel 2008 hanno presentato il Dopofestival. Negli ultimi anni, Elio (il cantante Stefano Belisari ha adottato questo nome ispirandosi al primo singolo della band) è diventato noto a molti per la sua partecipazione a X Factor, a Sanremo ritroverà Chiara Galiazzo, vincitrice della sesta edizione del talent show.

    Gli Elii, come vengono spesso chiamati, si sono formati a Milano nel 1980, il cantante è l’unico a essere rimasto dai tempi della fondazione. Nel 1982 arriva Rocco Tanica (tastierista e volto noto anche in TV), nel 1984 Cesareo (chitarra), nel 1985 Faso (basso), Christian Meyer (batterista) nel 1988, nello stesso anno entra nel gruppo Feiez, morto dieci anni più tardi. L’ultimo ad aggiungersi è Mangoni, architetto e compagno di liceo di Elio il nongiovane o se preferite il ragazzo immagine del gruppo. Negli anni ’90, gli Elio e le Storie Tese diventano famosi oltre i confini di Milano: rimarrà nella storia la loro esibizione al Concertone del Primo Maggio nel 1991 interrotta e censurata perché era un rap dedicato agli scandali insabbiati della prima Repubblica. L’anno dopo grazie al Pippero diventano un caso nazionale, il ‘ballo straniero’ resta al primo posto in classifica per settimane e li consacra.

    Nel 1996 partecipano a Sanremo, al Festival portano una canzone dedicata all’Italia definita La terra dei Cachi, il loro ritornello ‘Italia sì, Italia no [...] se famo du spaghi‘ ha rappresentato per gli anni ’90 quello che l’autoradio con la mano destra di Toto Cutugno ha fatto negli anni ’80. Come scrivono sul loro sito ‘vincono piazzandosi al secondo posto, miracolo tutto italiano‘. A vincere quell’anno è stato Ron e la sua Vorrei incontrarti fra cent’anni, nonostante gli Elii erano stati sempre primi in classifica per quattro serate di fila e avevano ottenuto anche il prestigioso premio della critica. Lo stesso anno un’inchiesta dei Carabinieri dimostrò che il gruppo milanese avrebbe dovuto vincere e che le votazioni erano state truccate per far vincere Ron. Dopo Sanremo, gli Elii vengono contattati da Rocco Siffredi, la pornostar li vuole per fare un film insieme: Rocco e le Storie Tese ha la colonna sonora del gruppo milanese e li vede protagonisti nelle uniche scene “con trama” del film, come ha raccontato Elio in alcune interviste. Nel 1998, durante un concerto muore Feiez.

    Per anni, la band ha lavorato a fianco della Gialappa’s Band cantando le sigle di varie edizioni di Mai dire…

    Entriamo nel 2000, in vent’anni di carriera Elio e le Storie Tese non hanno cambiato una virgola del loro stile. Nel 2004 si inventano il cd brûlé, registrato durante i loro concerti e venduto alla fine dei live. Nel 2008 conducono il Dopofestival con Lucilla Agosti e ripropongono alcuni medley di canzoni appena eseguite sul palco dell’Ariston. Nel 2009 si ripropongono, ma Paolo Bonolis elimina il Dopofestival e nello stesso anno iniziano la collaborazione con Serena Dandini nel salotto di Parla con me e prosegue a La7 in The Show Must Go Off. Fa parte del gruppo anche Jantoman, detto l’Uomo, che si divide le tastiere con Rocco Tanica.



    Dannati Forever

    di S. Belisari – S. Conforti – D.L. Civaschi – N. Fasani
    Ed. Hukapan – Milano

    Ieri, andando a fare due passi in un percorso di fede, mi chiedevo:
    Posso smaltire i peccati con il jogging?
    Ma sono troppi i peccati mortali che ho collezionato
    Per esempio:
    Fatto adulterio, mentito, rubato,
    Continuamente pisello toccato
    Fin dall’età di sei anni ero già condannato
    Pupupu Purtroppo vado all’inferno, nel fuoco eterno
    Cococo cogli onanisti, i comunisti e Gengis Khan
    Chi l’avrebbe detto che sarei finito dannato
    All’inferno!
    Ma come ti muovi ti imbatti in un peccato:
    Credi in un gruppetto di dei e poi li nomini invano;
    Pergiove, perdiana, perbacco, perdinci!
    Pippi e ti dimentichi di santificare;
    All’inferno!
    Non onori il papà, non onori la mamma;
    Accidentalmente assassini la gente;
    Dopo una cena elegante all’improvviso fornichi
    Tu tu tu tutti insieme all’inferno
    All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno all’infè!
    Co co co come la Reggio Calabria – Salerno in agosto
    All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno allnfrnllnfrnllnfrnllfrno!
    Crema protezione totale contro il fuoco infernale
    Non c’è, non c’è
    Tutti nudisti ustionati dannati forever and ever
    O iè
    Pu pu pu pure tu all’inferno?
    Pure tu pure tu pure tu pure tu pure tu pure!
    Pa pa pa pazzesco!
    All’inferno
    Com’è successo?
    Pazzesco!
    Vi vi vi vivere una vita d’inferno
    Vivere, morire!
    Per poi finire
    All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno allnfrnllnfrnllnfrnllfrno!
    Tu tu tu tutti insieme all’inferno
    Anche il governo
    Co co co co coi sodomiti, i moderati, i giornalisti e gli esodati
    Anche tu all’inferno
    Insieme a noi, voi, lui, lei, essi
    All’inferno.



    La canzone mononota

    di S. Belisari – S. Conforti – D.L. Civaschi – N. Fasani
    Ed. Hukapan – Milano

    Condurre un’esistenza di sforzi
    Tallonando la chimera di una melodia composita
    Gremita di arzigogoli rarissimi
    Che poi alla fine scopri
    Che ti mancava quella nota sola
    Bellissima
    Che sciocco non aver pensato prima
    Alla canzone mononota
    Una canzone poco nota
    Che si fa con una nota
    E quella nota è questa
    È la canzone mononota
    Puoi cambiare il ritmo
    Puoi cambiare la velocità
    Puoi cambiare l’atmosfera
    Puoi cambiare gli accordi
    La puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita
    Puoi cambiare il cantante
    Puoi cambiare l’argomento
    Puoi cantarla da solo
    Puoi cantarla tutti insieme con il coro
    Puoi farla fare all’orchestra
    Mentre ti prendi una pausetta
    Puoi cambiare la lingua
    For example you can sing it in english
    Auf Deutsch, en francais, en espanol,
    In cinese: “unci, dunci, trinci…”
    Quante cose che puoi fare
    Senza cambiare la nota!
    Puoi cambiare l’ottava
    Puoi cantare all’ottava bassa
    Puoi far finta che sia finita
    Ma se non sei in grado neanche
    Di cantare la canzone mononota
    Ti consigliamo di abbandonare il tuo sogno di cantante
    Se sei un cantante virtuoso
    Stai attento
    Che qui basta che fai: “aaah”
    E sei fuori
    La canzone mononota
    Che non scende a compromessi
    E se lo fa il compromesso è piccolo
    Tipo questo
    La canzone mononota
    Ha avuto i suoi antesignani
    Uno su tutti: Rossini, Bob Dylan, Tintarella di Luna
    È anche facile da fischiettare
    Democratica, osteggiata dalle dittature
    Fateci caso: l’inno cubano è pieno di note
    C’è poi il samba di una nota sola
    Ma, se ascolti attentamente, dopo un po’ cambia:
    Jobim non ha avuto le palle di perseguire un obiettivo
    Non ci ha creduto fino in fondo
    Invece noi

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