Elezioni amministrative 2011, Agcom multa i Tg per Berlusconi ‘a reti unificate’

Elezioni amministrative 2011, Agcom multa i Tg per Berlusconi ‘a reti unificate’

L'Agcom multa Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto per l'intevista a Silvio Berlusconi trasmessa venerdì scorso praticamente a 'tg unificati'

    L’Agcom ha deciso pesanti sanzioni contro i cinque Tg che venerdì scorso hanno dato spazio al premier Silvio Berlusconi, intervenuto sui risultati delle Elezioni Amministrative 2011 e sulla tenuta del governo dopo il voto, praticamente comparso quasi ‘a reti unificate’. Ad eccezione del Tg3 e del Tg La7, tutte le principali emittenti hanno mandato in onda la sua intervista, che ha scatenato le reazioni e gli esposti del centrosinistra. La risposta dell’Agcom non si è fatta attendere.

    258.230 Euro a Tg1 e Tg4, in quanto ‘recidivi’, e 100.000 Euro ciascuno per Tg2, Tg5 e Studio Aperto: queste le multe decise dall’Agcom per l’intervista a Silvio Berlusconi trasmessa praticamente a reti unificate lo scorso venerdì. Dure le reazioni dei Tg coinvolti (praticamente tutti, meno Tg3 e Tg La7): Mediaset si dice “allibita” e annuncia ricorso al Tar, con il direttore del Tg5, Clemente J. Mimun, e quello del Tg4, Emilio Fede, concordi nel considerare la sanzione “un’intimidazione di natura politica“.

    Per Emilio Fede si tratta di una mossa volta a far vincere Pisapia a Milano: “Sono furibondo – ha detto il direttore Fede – è un’offesa gravissima all’autonomia dei giornalisti e dei direttori, di cui risponderanno davanti all’opinione pubblica. E’ in atto una strategia precisa per impedire a Milano la vittoria del candidato del Pdl. Ma sono certo che stanno facendo un cattivo servizio a Pisapia“. E in merito all’intervista trasmessa puntualizza che “l’intervista a Berlusconi è stata da me ridotta da sei minuti a 3 minuti e 40 secondi, mentre in par condicio era ospite in studio Stefano Boeri, capolista del Pd a Milano, per sette minuti, più un altro minuto dedicato al coordinamento di Pisapia, per un totale di 8 minuti“. Insomma, è convinto che il fatto non sussista e che sia tutto frutto di una strategia pro-Pisapia.

    Non si discosta molto da questa lettura il direttore del Tg5, Clemente J. Mimun: “Il provvedimento è di una gravità inaudita.

    Si manifesta come una pesante intimidazione, che naturalmente verrà ignorata dagli organi di rappresentanza dei giornalisti italiani. Per quel che ci riguarda non cederemo né a interferenze ne a intimidazioni di alcun genere”. E aggiunge: “E’ paradossale che far commentare i risultati del primo turno delle amministrative al Premier possa portare ad una sanzione da parte di un organismo di garanzia. Ed è grottesco che a denunciare i telegiornali che hanno richiesto e realizzato interviste siano stati gli stessi partiti di opposizione che ironizzavano sul silenzio del premier“.

    Sulla stessa linea il Tg1, che reagisce facendo leggere nel corso dell’edizione delle 20.00 di questa sera un comunicato all’anchorman Francesco Giorgino nel quale si sottolinea l’intromissione ‘scorretta’ dell’Agcom nell’autonomia della redazione e della linea editoriale del Tg. Intanto la sanzione sarà discussa nel prossimo CdA Rai.

    Le polemiche non mancano, come sempre, e in attesa dei ricorsi e delle risposte del Tar, l’Agcom si ritrova al centro di una bufera politica.

    533