Edwige Fenech torna in tv sarà Caterina di Russia nella Figlia del Capitano

Edwige Fenech torna in tv sarà Caterina di Russia nella Figlia del Capitano

Edwige Fenech torna a recitare: sarà Caterina II di Russia in La figlia del Capitano, ecco una lunga intervista in cui parla e rinnega il suo passato


    Edwige Fenech torna in tv: l’attrice francese interpreterà la zarina Caterina II di Russia nella fiction di Rai 1 La figlia del capitano. Interpretata da Vanessa Hessler, dopo lo splendido exploit di Cenerentola, e da Primo Reggiani andrà in onda il 9 e il 10 gennaio ed è tratta da un’opera di Aleksandr Puskin. Questo ruolo è il primo a distanza di tantissimi anni per l’attrice francese nota in Italia per le commedie erotiche degli anni ’70, ecco cosa ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera.

    Dopo una carriera nei film erotici degli anni ’70, e un cameo per l’amico Quentin Tarantino, l’attrice ha deciso di ritornare a recitare: ‘Tante volte mi è stato suggerito, ma non volevo tornare sullo schermo come attrice. Quando ho letto la sceneggiatura di questo progetto, non pensavo di esserne un’interprete, ma quando mi sono imbattuta nel personaggio dell’imperatrice, mi sono detta: vorrei proprio farlo. Sarà per vanità? Mi sono fatta un regalo‘. Già dopo aver allietato molti italiani, negli ultimi anni la francese ha prodotto molte fiction e film fra cui una interpretata dalla sua co-star in La figlia del capitano Vanessa Hessler.

    La storia della figlia del Capitano è ispirata a un romanzo di Aleksandr Pushkin, la Fenech interpreta la zarina Caterina II (‘una donna eccezionale nel bene e nel male‘), mentre la bella Hassler è Masha la figlia del capitano del reggimento, mentre Primo Reggiani interpreta l’ussaro Piotr. La produttrice aveva già lavorato con la Hassler nella fiction Per una notte d’amore, serie che registrò nel 2008 un record di ascolti battendo il GF8: ‘Vanessa Hessler la conosco da quando aveva 15 anni, ha debuttato con me… così ho fatto con altre attrici. Io preferisco stare dietro le quinte. Perché dovete credermi: sono afflitta da una timidezza che rasenta quasi la psicosi. Non amo apparire, ho fatto tanto cinema, eppure non mi sono mai sentita una diva.

    Il mio vero problema è che non mi sono mai presa sul serio‘.

    Eppure Edwige Fenech è arcinota per aver recitato in film in cui quasi sempre appariva senza veli: ‘Ci sono film che non rifarei – è sincera – ma è troppo facile dire oggi quello che non avrei dovuto fare allora. Avevo seri problemi, ero una cosiddetta ragazza madre, dovevo portare avanti la famiglia, mio figlio Edwin di cui sono orgogliosa. Mi dicevano: se continui a fare film di serie C, non ti chiameranno mai per fare quelli di serie A. Invece, mi hanno chiamato attori come Tognazzi, Sordi… ho lavorato con attrici come la Vitti, che per me erano dei miti. Per non parlare del teatro, dove ho lavorato con autori come Giuseppe Patroni Griffi‘.

    Fra i fan della Fenech anche Quentin Tarantino ed Eli Roth che l’hanno chiamata a recitare nel primo e nel secondo film horror Hostel, ecco il trailer della seconda parte:

    Eppure alla Fenech secca essere ricordata come un sex symbol: ‘Per favore basta con questo sex symbol: ho fatto di tutto per allontanarmi da quell’immagine, che mi rappresentava solo per ciò che apparivo e non per quello che ero‘. Da vent’anni infatti ha intrapreso la carriera di produttrice al cinema e in tv (uno dei suoi ultimi successi è le Segretarie del Sesto Piano): ‘Per noi donne è tutto più difficile, ma non credo che per gli uomini sia più facile. È un continuo combattimento di boxe con i conti prima di tutto, per far quadrare il budget, e con chi non mantiene la parola, con il menefreghismo, la mancanza di rispetto‘.

    Per la Fenech non c’è nessuna differenza fra produrre per la tv e al cinema e, infine, il quotidiano di via Solferino le chiede se è spaventata per il passare dell’età: ‘Non sono rifatta. Non ho nulla contro la chirurgia plastica, per chi ne sente psicologicamente il bisogno. Ma certo non mi piacciono gli abusi: certe bocche a canotto o gli zigomi come palle da ping pong, sono un orrore‘.

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