E’ morto Sanremo, viva Sanremo

E’ morto Sanremo, viva Sanremo

Sanremo 2008, un bilancio ad una settimana dal termine

    Un momento della serata finale del Festival di Sanremo 2008

    Il Festival di Sanremo si è concluso da una settimana, ma fosche nubi si addensano sul suo futuro, dopo un’edizione condannata dagli scarsi risultati d’ascolto. Pippo Baudo non molla, ma sa che per lui un ritorno nel 2009 è improbabile, mentre Fabrizio Del Noce, che termina quest’anno il suo mandato come direttore di RaiUno, se ne lava le mani in attesa di un successore. Stasera, intanto, a Il Senso della Vita di Paolo Bonolis, da molti indicato come prossimo conduttore, sarà ospite Piero Chiambretti.

    Come abbiamo sostenuto negli articoli dedicati al Festival, le cause che hanno portato Sanremo a non raggiungere la soglia dei dieci milioni di telespettatori, considerata una quota minima per decretare il successo della 58ma edizione, non sono tanto da imputare alla conduzione o all’ideazione del programma, quanto al mutato panorama massmediatico che ha frammentato e ridotto gli ascolti della tv generalista. Certo Baudo & co. qualche responabilità l’hanno avuta: scalette stiracchiate, lunghezze non più accettabili, che hanno portato la trasmissione a non concludersi mai prima di mezzanotte e mezza (durata standard ormai di qualsiasi reality) ma a sfiorare talvolta le due di notte, durata umanamente inaccettabile. Ma questo non basta, a nostro avviso, per leggere ed interpretare l’accaduto.
    Nell’ultima serata e durante lo speciale di Domenica In che ha idealmente concluso il Festival 2008 Baudo, però, non ha mai mollato, dicendosi comunque pronto a condurre altri dieci Festival. “Scusatemi se sono ancora qui” – ha esordito all’inizio di Domenica In della scorsa settimana – “ma questa è la mia vita“, e dopo 50 anni di carriera lo si può capire. Un riconoscimento importante è venuto anche dal Comune di Sanremo che ha richiesto a gran voce la partecipazione di Baudo nell’organizzazione delle prossime edizioni del Festival.

    Ma subito dopo la proclamazione dei vincitori sono partire le voci circa la conduzione del Festival 2009: Jovanotti, su domanda di un giornalista, si è dichiarato pronto a ricoprire il ruolo di Direttore Artistico; Gerry Scotti, indicato da Pierluigi Diaco come prossimo conduttore, si riconosce adatto alla missione, in coppia con Cecchetto nelle vesti di Direttore Artistico, ma sa che le possibilità di salire sul palco dell’Ariston sono molto ridotte. Del Noce vorrebbe piazzarci il suo pupillo, Carlo Conti, ma in fondo resta sempre l’idea di far tornare a Sanremo Paolo Bonolis, l’uomo dell’edizione dei record d’ascolto dell’ultimo millennio.
    Il totosucessore impazza, dunque, con buona pace di Baudo che si consola con le sufficienze ricevute dai critici televisivi e musicali delle principali testate italiane.

    Intanto Fabrizio De Noce si mostra assolutamente pessimista sul futuro della manifestazione: “Stretti nella morsa tra il Comune di Sanremo da un lato e i discografici dall’altro è difficile pensare di poter andare avanti” ha dichiarato il direttore di RaiUno, lasciando quasi presagire la fine del Festival di Sanremo.

    In tanti ne hanno chiesto negli anni la “soppressione”, ma in molti casi sono gli stessi che non rinuncerebbero all’idea dell’appuntamento annuale con “la sagra nazional popolare” della tv italiana e che si scervellano a trovare una soluzione per la sua rinascita.

    Se sul piano televisivo la manifestazione sta da tempo mostrando la corda, sul piano musicale le cose non stanno andando poi così male. Il dato più interessante è che i comunicati provenienti dagli artisti, dopo la gara, hanno puntato non tanto sulle quote di vendita quanto sulla visibilità web e sui successi registrati sulla Rete. Se è vero, infatti, che l’edizione 2008 non ha raggiunto gli ascolti delle precedenti, è anche vero che è stata la più seguita sul web, tramite i portali della Rai, del Tg1, ma soprattutto tramite YouTube e gli altri siti di video sharing. I video tratti da Sanremo caricati dagli utenti, che hanno ritagliato della trasmissione per lo più le esibizioni musicali degli artisti in gara (tralasciando gag, stacchetti, balletti et similia), sono tra i più cliccati della sezione italiana di YouTube, con soddisfazione degli cantanti che sanno così di aver esponenzialmente accresciuto la propria visibilità.

    Il Web è diventata la vera cartina al tornasole per valutare il successo del Festival: gli artisti, e i loro uffici stampa, hanno fatto a gara per annunciare il più cliccato, il più scaricato, il più visto nella Rete. I risultati sono ovviamente ben lontani da quelli della classifica nata dall’incrocio del televoto, della giuria demoscopica e della giuria di qualità.

    In testa alla classifica dei brani più scaricati su I-Tunes c’è L’amore non si spiega di Sergio Cammariere, mentre al secondo posto c’è la canzone vincitrice, il Colpo di Fulmine di Lola Ponce e Giò Di Tonno. Ma il dato più interessante è che per la prima volta dopo la fine del festival ben sei canzoni presentate all’Ariston e due brani cantati dagli ospiti scelti da Baudo si piazzano nella top ten di I-Tunes.

    I Sonohra, vincitori della sezione Giovani con L’amore hanno superato i 130.000 contatti sulla propria pagina di My Space (www.myspace.com/sonohra) e hanno visto quintuplicarsi il numero degli “amici” in una sola settimana, raccogliendo ottimi riscontri di pubblico anche su YouTube, dove i loro video hanno superato la soglia delle 300.000.

    Altro personaggio molto richiesto dalla Rete è stato sicuramente Anna Tatangelo, mentre Il Solito Sesso di Max Gazzè, non entrato neanche nella top ten finale ma secondo per la giuria di qualità, era, dopo pochi giorni dal Festival, il più trasmesso dalle radio tra i brani partecipanti al Festival. Gazzè era al dodicesimo posto della graduatoria, davanti a Cammina nel sole di Gianluca Grignani, quindicesimo, a Eppure mi hai cambiato la vita di Fabrizio Moro, ventiduesimo, e a Colpo di fulmine di Gio’ di Tonno e Lola Ponce.

    Il potere promozionale del Festival non è certo finito. Certo, la formula televisiva va rivista per recuperare ascolti, necessari per la sopravvivenza di un colosso come quello di Sanremo, che però dovrebbe aver imparato quest’anno una lezione importante: non si può tralasciare il Web nel ripensamento della manifestazione. Gli “apocalittici” dovrebbero lasciare il posto agli “integrati” e puntare al web come risorsa, non come nemico della tv. Vedremo cosa succederà, la strada verso Sanremo 2009 è appena iniziata.

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