E’ morto Sandro Curzi

Sandro Curzi è morto questa mattina dopo una lunga malattia a Roma all'età di 78 anni

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    Sandro Curzi

    Dopo una lunga malattia si è spento a Roma questa mattina all’età di 78 anni il giornalista Sandro Curzi. Il giornalismo italiano dice così addio a uno dei personaggi più brillanti della stampa nazionale.

    Nato a Roma il 4 marzo 1930, Sandro Curzi ha da sempre militato nelle file della sinistra comunista. Entrato nella Resistenza a soli 13 anni, membro del PCI prima di aver compiuto la maggiore età, fu chiamato all’età di 19 anni da Enrico Berlinguer a capo della FGCI. La sua passione politica si fuse fin dall’adolescenza con l’amore per il giornalismo: i suoi primi articoli risalgono, infatti, ai tempi in cui l’Unità era clandestina, per passare poi al mensile della FGCI, Gioventù nuova, come caporedattore e approdare prima alla vice direzione di Paese Sera, ruolo dal quale seguì i tragici eventi dell’inizio della politica stragista della fine degli anni ’60, in seguito alla direzione del Tg3 alla fine degli anni ’80 e poi a quella di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista.

    Fu, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, tra i fondatori di RaiTre, nata nel 1976 per merito della riforma Rai e proprio lì, qualche anno dopo (nel 1987) dette vita ad un Tg apertamente schierato contro la Prima Repubblica, tanto da essere ribattezzato TeleKabul: crebbero però ascolti e autorevolezza.

    Nel 1993 si dimise da Rai per i contrasti con il CdA dei cosiddetti professori (direttore generale Gianni Locatelli e presidente Claudio Dematté). Da lì passò prima al Tg di Telemontecarlo e poi, dal 1998 al 2005, alla direzione di Liberazione. Dal 2005, eletto con i voti di Rifondazione, dei Verdi e della sinistra del Pds, ricopriva l’incarico di era consigliere d’amministrazione della Rai.

    Una vita trascorsa tra le fila della sinistra radicale e tra le scrivanie delle redazioni, insieme alla moglie Bruna Bellonzi, anch’essa giornalista che aveva sposato nel 1954: una passione trasferita anche alla figlia Candida, giornalista dell’Ansa. Alla stampa italiana mancherà di certo la sua autoironia e la sua capacità di provocare e di andare sopra le righe.