‘E’ morto Christian De Sica’: bufala Halloween per il giudice di Tale e Quale Show

‘E’ morto Christian De Sica’: bufala Halloween per il giudice di Tale e Quale Show

'Christian De Sica è morto', la bufala del web investe il giudice di Tale e Quale Show nel giorno di Halloween

    Non se ne può più! Ogni giorno ne muore uno (per finta). Per il web stavolta «è morto Christian De Sica», ma non è affatto vero. Ovviamente. Stavolta la solita bufala che sta girando in rete è giunta per il giudice di Tale e Quale che stasera ritroveremo naturalmente vivo e vegeto a Rai 1: commenterà come sempre le esibizioni dei concorrenti da Carlo Conti, nel talent show con le imitazioni talvolta da horror, a proposito di Halloween. C’è quindi chi in occasione della «Notte delle Streghe» ha pensato di far morire l’ennesimo Vip: dopo Gerry Scotti (che smentì da vivo la notizia fake), ora è toccato a Christian De Sica.

    A riportare l’arcano è il sito Bufale.net, che ha denunciato la falsità della notizia che riportava tra l’altro tanto di necrologio per la presunta ma non veritiera scomparsa prematura dell’attore consacrato dai cine-pattoni:

    «Verso le 11:00 di mercoledì 29 ottobre 2014, il nostro amato Christian De Sica è scomparso. Christian è nato il 5 gennaio 1951 a Roma. Ci mancherà, ma non sarà dimenticato. Si prega di mostrare la vostra simpatia e le condoglianze commentando e dando un mi piace a questa pagina».

    Che muoia per finta un Vip diverso ormai ogni giorno non stupisce quasi più, ma che addirittura nel finto necrologio diffuso venga affiancata la notizia del presunto decesso con la richiesta di un «like» su Facebook è cosa che fa davvero rabbrividire la pelle, Halloween a parte.

    A buon intenditor poche parole: vi ricordate la battuta di Christian De Sica nel film Vacanze di Natale 2000? Bene. Il giurato di Tale e Quale al tempo nei panni dell’avvocato Covelli nel film con Massimo Boldi/Ettore Colombo rispondeva così a quest’ultimo, che aveva rischiato di farlo morire con un incidente: «Lei è na testa de casco, ma co due zeta, anzi tre». E la chiosa finale calza a pennello contro i detrattori di De Sica: «Ma va a morì ammazzato!».

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