Gerry Scotti, Paperissima fa il boom d’ascolti e lui ci ripensa, “colpa mia la sovraesposizione”

gerry scotti ritratta e si addossa la colpa di essere sovraesposto

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    Gerry Scotti ci ripensa e si addossa la colpa della sovraesposizione nelle reti Mediaset. Che dire, è bastato il risultato positivo della prima puntata di Paperissima per far rientrare nei ranghi Gerry Scotti. Il popolare conduttore nei giorni scorsi, proprio nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di Paperissima, aveva dichiarato di sentirsi un po’ troppo sovraesèosto dal suo, diciamo datore, di lavoro, Mediset. Quindi era ben intenzionato a porre paletti legali che ne tutelassero l’immagine. Era sceso in campo anche Antonio Ricci per difenderlo.

    Poi all’indomani della messa in onda di Paperissima, arriva la rettifica. “Colpa mia che non so dire di no”. Insomma Gerry è tornato il buono di sempre, complice sicuramente una puntata scoppiettante che ha portato a casa 6 milioni di telespettatori, con una media del 23%. Un successo che si deve all’alchimia semplice di un programma ritagliato per le famiglie e che con le famiglie gioca.

    La prima puntata, non a caso. Ha visto il trionfo di una della famiglie più in vista, quella formata dalla coppia Totti/Blasi, teneri, rassicuranti, come Paperissima e come Scotti. Quindi nessuna nube tra Scotti e Donelli come precedentemente detto. Anzi Gerry dedica proprio a Donelli il successo del programma e tramite nota Ansa, gli fa anche sapere che erroneamente era stato chiamato in causa quale “unico colpevole della mia sovraesposizione che dipende anche da me”.

    Ovviamente la vittoria auditel è stata dedicata anche a Michelle, sua compagna di avventura e ad Antonio Ricci. Il suo cruccio era che passasse troppo incisivamente il termine sfruttamento che proprio non gli piace e non gli si addice. “Questo termine non mi piace – spiega – sono altre le persone sfruttate nel mondo non certo io che sono ben pagato e che se vengo sfruttato è per colpa mia che non so dire di no”.

    Un samaritano dunque si cela dietro Gerry Scotti, uno che si immola per la sua azienda che tenta poi di dire la sua, ma alla fine bonariamente rientra nei ranghi. Ed in effetti va bene così, non ce lo vedevamo proprio nei panni del paladino delle ingiustizie mediatiche, troppo buono, troppo rassicurante.