Drive In – L’origine del male: su Canale 5 un documentario rievoca lo show comico

Drive In – L’origine del male: su Canale 5 un documentario rievoca lo show comico

Drive In - L'origine del male è il documentario di Luca Martera in onda questa sera su Canale 5 per celebrare i trent'anni del programma

    Drive In – L’origine del male: è questo il titolo del documentario, realizzato da Luca Martera, che andrà in onda questa sera – mercoledì 4 dicembre 2013 – alle 23.20 su Canale 5. Proposto in occasione del trentennale della celebre trasmissione comica, Drive In – L’origine del male racconta come il varietà sia stato trasformato, con il senno di poi, nella matrice e nell’origine di ogni vergogna.

    Ritenuto, in buona sostanza, il simbolo dell’edonismo reaganiano degli anni Ottanta e il latore del berlusconismo, lo show comico e satirico di Italia 1 ebbe il merito di proporre un numero eccezionale di comici (Ezio Greggio, Gianfranco D’Angelo, Gaspare e Zuzzurro, Francesco Salvi, Enrico Beruschi, Massimo Boldi, Enzo Braschi, Giorgio Faletti), e di comiche: eppure, a distanza di tre decenni, viene semplicemente ricordato come un Colpo Grosso in salsa umoristica.

    Il documentario di Martera vuole, quindi, porre l’accento sul trattamento che negli anni Settanta e negli anni Ottanta la televisione, il cinema, i giornali e la pubblicità dedicavano alle donne, sostenendo – dunque – la strumentalità delle polemiche che circondano Drive In.

    A rievocare il programma sono le testimonianze di Antonio Ricci (papà di Drive in), Enrico Vanzina, Gad Lerner (che con Ricci è sempre stato in polemica), Tinì Cansino, Walter Veltroni e Pippo Baudo. Politicamente e televisivamente scorretto, infarcito di risate pre-registrate talvolta fastidiose, ricco di donne mezze nude, zeppo di battute, tra satira politica e satira di costume, Drive In (al quale hanno collaborato anche Gino e Michele, i padri di Zelig) ha rivoluzionato la televisione italiana.

    Antonio Ricci ha sottolineato che “le donne seminude sono una moda iniziata negli anni Settanta, specie sulle tv Rai, per non dire delle copertine di Panorama ed Espresso.

    Le ragazze fast food erano un’ironia di tutto questo, e facevano anche battute di satira politica, anzi le donne comiche da noi non mancavano mai. E le risate erano volutamente distorte ed esagerate, per sottolineare che in realtà non c’era niente da ridere“.

    Un successo di pubblico, in ogni caso. “Berlusconi quando mise in piedi l’allora Fininvest voleva rifare la Rai, e infatti ingaggiò Baudo, Sandra e Raimondo, Corrado, Mike Bongiorno, la Carrà e altri. E non era convinto di questa accozzaglia di comici poco noti e belle donne. Mi disse ‘ma perché ci tiene tanto?’. Poi mi lasciò fare, credo solo per impedirmi di andare in Rai a firmare Fantastico 4. Però controprogrammandoci: Canale 5 ci mise contro Dallas, il telefilm di punta. E noi restammo sempre su Italia 1, la rete ammiraglia fece trasmissioni come Risatissima,Grand Hotel e altre dai costi faraonici“.

    Appuntamento a questa sera, dunque, per rievocare e rivivere quei tempi.

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