Dopo Il Capo dei Capi arriva L’Ultimo Padrino, dal 13 gennaio su Canale 5

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L’Ultimo Padrino

Immediato “sequel” de Il Capo dei Capi: la miniserie L’Ultimo Padrino, in onda su Canale 5 domenica 13 e lunedì 14 gennaio, riprende la storia della Mafia in Sicilia ripercorrendo questa volta le orme di Bernardo Provenzano, latitante per 40 anni e successore di Riina al vertice della Piovra dopo l’arresto del boss dei boss. Protagonisti Michele Placido e Daniele Pecci.

Non mancherà di suscitare critiche analoghe a quelle sollevate da Il Capo dei Capi questa nuova produzione Taodue per Mediaset, che ha visto impegnati sul set Michele Placido, nelle vesti del boss Bernardo Provenzano, e Daniele Pecci, che interpreta il capitano Sanna, alla guida della squadra Duomo investita delle indagini per il ritrovamento di Provenzano, latitante da 40 anni.

Dopo la cattura di Riina, il Capo dei Capi, Cosa Nostra è passata sotto il controllo di Provenzano, che insieme a Riina, ha scalato i vertici criminali della mafia siciliana, partecipando a tutti i momenti salienti della sfida di Cosa Nostra allo Stato Italiano: dai delitti politici alle stragi in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. Provenzano eredita da Riina una Cosa Nostra indebolita dalla reazione dello Stato alle stragi e dalle rivelazioni dei collaboratori di giustizia, ma lentamente e silenziosamente la ricostruisce, cambiando radicalmente la strategia mafiosa e abbandonando gli attacchi frontali alle Istituzioni e gli omicidi eccellenti. Adotta quella che verrà ribattezzata la strategia dell’immersione, ovvero una paziente e invisibile ricostruzione della ragnatela di relazioni economiche, politiche e criminali che nel giro di pochi anni permette alla mafia siciliana di rimettersi in piedi e diventare, se possibile, più forte e pericolosa di prima. La Mafia diventa quasi “invisibile”, così come invisibile è il suo padrino: di lui non si sa quasi nulla, gli investigatori posseggono una sola foto ormai sbiadita di cinquant’anni fa e gli stessi pentiti non ne sanno niente.

Bernardo Provenzano

Per catturarlo la Polizia, d’intesa con l’autorità giudiziaria, decide di costituire un gruppo di investigazione speciale, composto dei propri uomini migliori. Venticinque persone che hanno una sola missione, scovare l’Ultimo Padrino. Per la cronaca, la cattura di Provenzano risale all’aprile del 2006, quando fu individuato in un casolare di sua proprietà nei pressi di Corleone, sua città natale.

La sceneggiatura è curata da Stefano Bises e Leonardo Fasoli con la collaborazione di Giovanni Bianconi, mentre Stefano Rulli ha ricoperto il ruolo di editor; la regia è firmata da Marco Risi, autore di numerose pellicole sui grandi misteri italiani, a partire da Il Muro di Gomma che ha segnato la storia delle indagini sulla strage di Ustica.

Senza dubbio sentiremo ancora parlare di questa miniserie, il 13 e 14 gennaio su Canale 5.

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Francesca 1 gennaio 2008 14:57
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siete monotoni con questi film sulla mafia. basta!fate vedere dell’altro!!

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Anonimo 3 gennaio 2008 22:06
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che brutto film……sempre mafia mafia mafia mafia mafia mafmafia mafia mafia mafia mamafia

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Binno 4 gennaio 2008 01:15
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la mafia e come la vita piu la frequenti e piu vivi…viva la mafia e l’unica a far rispettare le regole,sl cn le cattive maniere la gente capisce cosa dv fare e ki dv rispettare…io a qst gente l’apprezzo xke ste persone hanno le palle di andare avanti anke se man mano l’ambiente intorno si ristringe e si fa perisoloso l’oro vanno avanti a combattere e realizzare i loro affari e il loro sogno d goloria…”IL RISPETTO I PICCIOLI E IL COMANDO D TT….”!!!!!!ROBY DA NAPOLI

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Alessandro 2 gennaio 2009 08:54
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Brutto figlio di ****, onora lo stato.
W Falcone, W Borsellino

Se ti dovessi incontrare per strada non esiterei un solo istante a spararti.

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Bari.. 5 gennaio 2008 04:46
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E’triste vedere ingiro gente che come ideale e stile di vita vorrebbe portare avanti proprio quelli della mafia atta solo alla violenza e alla dittatura spietata e sanguinaria..ci sono modi molto migliori di fare i “Piccioli”Prendiamo come esempio il nostro mitico Piersilvio..Lui si che è un vero Mafioso..Legalizzato e riconosciuto…(Rflettiamo)

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O'mariuol 5 gennaio 2008 11:38
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we complimenti….il rispetto….mai sai cos’e il rispetto…quello che dici tu n e rispetto ma paura il rispetto e quello che si guadagna un vero uomo….no quello che deve ammazzare x essere rispettato…e E SOLO PAURA…PAURA…PAURA…PAURA….FORZA NAPOLI

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Ros 8 gennaio 2008 20:52
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non sono a favore di questi comportamenti criminali….ma toto’ riina ha iniziato per difendersi….(r.r)

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Francesco 11 gennaio 2008 22:24
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secondo me e giusto far vedere a tutta la gente d italia questi film x far capire ke in sicilia la gente nn e tutta mafiosa

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Anonimo 11 gennaio 2008 22:37
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mafia ….mafia…..mafia….cm vita nn e il massimo qst dei mafiosi…e vero xo sn gente temuta… e qst e bll…si nn sn persone sn diavoli, ma in qst mondo mejo a fare i diavoli ke gli angeli…gli angeli soccombono ,allora dato ke nn si sa se ci sara vita mijore un indomani,mejo vivere qst facendo qll ke si vuole…anke se io credo ke qst gente sn piu d cuore d qualsiasi altra persona…qst persone ke hanno sofferto xprima la fame sanno cosa sig ma qst gente gia nata ricca ke ne sa d cs sig la fame…e vero ke le persone d strada hanno piu cuore ed e vero ke da loro puoi aspettarti d tt ma e anke vero ke a loro puoi avere una cortesia se te la meriti e loro possono aggiustare tnt ks… cmq io sn xla mafia xke se la giustizia nn riese a combattere la fame e altre cose c sn qast persone ke mettono sempre le cose apposto o in un modo o nell’altro…viva la mafia.Ps:zi’totò sei sempre il mijore tu e binno u’ tratturi’!

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Binnu 13 febbraio 2008 12:04
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u figghiu i toto’ riina e u ziu bagarella parlano troppo.sono due coinnuti e figghi i pulla.

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