Donna Detective, la seconda puntata martedi 27 al posto de La Vita Rubata

Donna Detective, la seconda puntata martedi 27 al posto de La Vita Rubata

Donna Detective, la seconda puntata martedì 27 al posto della censurata fiction "La vita rubata"

    Donna Detective, la protagonista con la famiglia

    Donna Detective, la miniserie in sei parti con Lucrezia Lante della Rovere e Flavio Montrucchio, ha esordito ieri sera con un ascolto di quasi cinque milioni e uno share del 20,6% (dati Auditel). Vince, quindi, su La figlia di Elisa, che però continua a crescere, arrivando a 4 milioni e mezzo di telespettatori e uno share che sfiora il 20%. La seconda puntata, inizialmente prevista per domenica prossima data la presenza stasera di Celentano nel prime time di RaiUno, andrà in onda domani 27 novembre, al posto della censurata fiction La Vita Rubata.

    Come ricorderete, il Ministro Clemente Mastella ha chiesto e ottenuto da RaiFiction la sospensione del film tv La Vita Rubata sull’omicidio di Graziella Campagna, vittima della mafia senza giustizia da 22 anni. Liberatasi dunque la prima serata di martedì, quale migliore soluzione se non mandare rapidamente in onda la seconda puntata di Donna Detective, decisione presa, come rivela la regista Cinzia TH Torrini, il 23 novembre al termine della conferenza stampa di presentazione.
    Dalla prossima settimana la poliziotta Lisa (Lucrezia Lante della Rovere) riprenderà le indagini in maniera più “regolare”, occupando, come tradizione la prima serata della domenica e del lunedì, fino al 10 dicembre.

    La prima puntata, a dire il vero, non ha convinto. Si sono riviste quelle grosse ingenuità tipiche del poliziesco all’italiana, con soluzioni rabberciate e indizi scovati “ex-machina” che non danno molta credibilità alla storyline gialla. Una scena per tutte, il recupero – dopo un’illuminazione quasi mistica – da parte della protagonista di un coltello a serramanico in un cestino della metro romana, visibilmente macchiato di rosso, protato poi al reparto scientifico. Qui, il solito – ormai – tecnico dal camice bianco lo esamina e di fronte a due macroscopiche tracce color rosso esclama: “Molto probabilmente è sangue”. Sarà che ormai CSI, RIS, NCIS, etc etc ci hanno introdotto a tecniche investigative più raffinate, ma certe scene hanno il sapore dell’improvvisazione, sebbene sia anche vero che il pubblico della prima serata di RaiUno, per caratteristiche demo-culturali, non segue le serie tv amate dai giovanissimi e dai giovani adulti.

    Interessante, comunque, ricostruire con la regista i tratti salienti della serie, scorrendo le sue note di regia.

    Nonostante l’abbondanza di personaggi femminili ai posti di potere (con buona pace della Bonino, rileggere per credere) per Cinzia Th Torrini questa miniserie è stata davvero una nuova sfida: “Non volevamo una donna in un mestiere maschile che si muove pensa e lavora come un uomo per farsi rispettare. Lisa è moderna proprio perché mantiene la sua femminilità, fa ricorso al lato intuitivo tipico della donna, si fa rispettare ma, come dice Nanni (Flavio Montruccio n.d.r.), il giovane ispettore, con il sorriso. Come le donne di oggi con lavori anche impegnativi, c’è sempre però un filo diretto con i figli, trascorre più ore della giornata con i suoi collaboratori che con il marito, si barcamena tra la spesa, il cucinare, gli orari senza orari del lavoro e le tensioni, che si innescano, quando una donna si scontra con i pregiudizi di un collega o dei capi. Il rischio quotidiano sul set era quello di rendere questo personaggio come una wonder woman e quindi insopportabile. È quello che con Lucrezia abbiamo combattuto avendo il coraggio di mostrare le fragilità e le insicurezze di una donna e questo pensiamo darà modo a tante donne di identificarsi e trovare in Lisa anche un modello in cui rispecchiarsi e trarne forza.”

    E continua, affermando che “non è un film per sole donne, anzi, sia per l’action delle storie gialle, sia per le psicologie interessanti e avvincenti dei personaggi maschili, credo che anche molti uomini ci si ritroveranno”, merito anche del personaggio di Michele (Kaspar Capparoni), marito della protagonista, disegnato come “un eroe ferito che ammette le sue debolezze per poi riscattarsi”.

    Mah, lasciamo ovviamente il beneficio del dubbio, ad una miniserie bisogna dare il tempo per affezionarsi, anche se la prima impressione spesso è quella che resta. Finora non ci sembra che la formula adottata abbia qualcosa di particolare rispetto alla classica combinazione di ingredienti del poliziesco all’italiana, dove giallo e rosa si fondono in personaggi umani, della porta accanto.

    Nebbie e Delitti, i protagonisti Luca Barbareschi e Natasha Stefanenko

    Di tutt’altro spessore, inutile dirlo, Nebbie e Delitti, con le sue atmosfere cupe, la sua fotografia livida, i suoi personaggi più “duri e puri”, che possono piacere o non piacere, ma che almeno dicono qualcosa di più. Saremo giudicate “maschiliste” se confessiamo di preferire gli eroi “epici” alle eroine di “tutti i giorni”?

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