Don Johnson: “Miei il 50% dei diritti per Nash Bridges”

Don Johnson: “Miei il 50% dei diritti per Nash Bridges”

Don Johnson ha citato la Rhyser Entertainment, società di produzione di Nash Bridges (serie che lo vedeva protagonista assieme a Cheech Marin), e la Qualia Capital (che adesso possiede la Rhyser) per "decine di milioni di dollari", reclamando il 50% dei diritti e dei proventi dei diritti

    Nash Bridges

    Ma do’ vai se la causa non ce l’hai? Dopo Alan Rosenberg vs Sag, in America sembra scoppiata la moda di fare causa a qualcuno, meglio se per soldi.

    L’ultimo in ordine di tempo è Don Johnson, che ha citato la Rhyser Entertainment, società di produzione di Nash Bridges (serie che lo vedeva protagonista assieme a Cheech Marin), e la Qualia Capital (che adesso possiede la Rhyser) per decine di milioni di dollari.

    Come scritto nell’esposto presentato martedì presso la Corte Superiore di Los Angeles, la Don Johnson Prods., società di produzione di Don Johnson, aveva un accordo con la Rhyser per Nash Bridges, e cioè: se la serie fosse andata in onda per più di 66 episodi, all’attore, anche produttore esecutivo e sceneggiatore, sarebbe andato il 50% del copyright.

    Considerato che Nash Bridges è andata in onda dal 1996 al 2001 sulla CBS per un totale di 122 episodi, non sappiamo se a Johnson sia stato reso il 50% del copyright, quello che è certo è che i diritti derivantigli dal possesso del copyright non sono mai stati pagati.

    Secondo le carte depositate presso la Corte, la Rhyser dovrebbe dare all’attore circa la metà di 450 milioni che la serie – secondo Johnson – ha guadagnato in sei anni.

    E come già nelle trattative tra attori e majors e tra produttori e sceneggiatori, a pesare sono inoltre i guadagni dal web: secondo Johnson, che ha richiesto un’ingiunzione, la Rhyser sta esplorando la possibilità di guadagnare da Nash Bridges grazie a mezzi interattivi, mettendogli i bastoni tra le ruote perché l’attore (secondo il contratto citato già prima) sarebbe l’unico a detenere i diritti per sfruttare la serie sul web.

    La richieste di Don Johnson, detto per inciso, non sono dettate solo dalla volontà di preservare la serie: dopo essere stato uno degli attori più in voga degli anni ’90 grazie a “Miami Vice” e “Nash Bridges”, l’attore ha solo avuto piccole parti di scarso rilievo; nel 2004, per salvare la sua casa in Colorado, dichiarò bancarotta, mentre l’anno scorso solo per il rotto della cuffia evitò il pignoramento della dimora pagando, a meno di 24 ore dalla scadenza, un debito di oltre 14 milioni di dollari.

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