Divide et impera, la nuova tattica degli sceneggiatori

La linea dura non ha portato a nulla, per questo la Writers Guild of America sta mettendo in atto (AMPTP permettendo) una nuova tattica, il “divide et impera”

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    wga strike

    La linea dura non ha portato a nulla, per questo la Writers Guild of America sta mettendo in atto (AMPTP permettendo) una nuova tattica, il “divide et impera”. La strategia sarà discussa nei dettagli solo stanotte, durante un meeting generale a Santa Monica, ma di seguito possiamo fornirvi alcune anticipazioni.

    A partire da oggi, il sindacato degli sceneggiatori che rappresenta 12.000 sceneggiatori di cui 10.500 in sciopero, proverà – visto il successo della “tecnica Letterman” – a negoziare separatamente con le maggiori case di produzione dell’Alliance of Motion Picture and Television Producers (l’”alleanza” rappresenta oltre 350 compagnie di produzione di film e tv, ma è dominata da 7 aziende possedute da Walt Disney Co., Time Warner Inc., Viacom Inc., General Electric Co.’s NBC Universal, News Corp., Sony Corp. and CBS Corp). La mossa sarebbe un tentativo – secondo alcuni disperato – di spaccare il sindacato dei produttori, e convincere gli studios a tornare al tavolo delle trattative: “Vogliamo fare tutto ciò che è in nostro potere per portare avanti le trattative e porre fine a questo sciopero devastante”, ha scritto sabato la WGA in un comunicato. “Le dinamiche interne dei produttori rendono però difficile raggiungere il consenso e negoziare con noi su basi precise”.

    Tutte e due le parti concordano sulla necessità di tornare al tavolo (vedi dichiarazioni dei produttori in questo post), ma entrambe sono disposte a farlo solo alle loro condizioni: e difatti la nuova sortita degli sceneggiatori trova freddi i dirigenti degli studios, che negano di voler raggiungere accordi individuali. Se è vero che le compagnie hanno scopi differenti tra loro (e spesso in conflitto), è anche vero che sono unite nel rispondere “picche” a molte richieste degli sceneggiatori, per non parlare dell’irritazione dovuta alle accuse (ritenute infondate) che gli sceneggiatori hanno fatto al National Labor Relations Board, in particolare sul negoziare in cattiva fede.

    Come che sia, gli sceneggiatori sperano di trarre vantaggio da quello che loro percepiscono come “agende diverse” dei differenti membri, alcuni dei quali sono messi in difficoltà più degli altri dallo sciopero (ad esempio la CBS, i cui guadagni, al contrario della 20th Century Fox, della Warner Bros. e della Sony Pictures, dipendono molto dalle inserzioni pubblicitarie). “Pensiamo, conclude la lettera degli sceneggiatori, che una struttura multi-livello inibisca le compagnie a salvare individualmente i loro interessi nelle trattative, per questo proveremo a negoziare separatamente con gli studios”.