Discovery, smentita la cancellazione di Sarah Palin’s Alaska; niente esorcismi per il Vaticano

News da Discovery Channel, smentita la cancellazione di Sarah Palin’s Alaska che potrebbe tornare per una seconda stagione

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    Sarah Palin’s Alaska potrebbe tornare per una seconda stagione: giusto ieri sembrava che la serie potesse finire dopo la prima stagione per colpa delle ambizioni politiche dell’ex governatrice dell’Alaska, ma una fonte interna al network ha sottolineato come le trattative siano ancora in corso. Sempre in tema di Discovery e dintorni, il Vaticano ha tenuto a precisare che The Exorcist Files non avrà l’imprimatur della chiesa cattolica né la collaborazione del Vaticano.

    Partiamo da Sarah Palin’s Alaska, contrariamente a quanto emerso ieri pare che lo show possa ritornare per una seconda stagione: la serie – lanciata da TLC come uno show evento in otto episodi – aveva cominciato bene per poi calare fisiologicamente, ma il rinnovo per una seconda stagione non sarebbe stato un problema vista la media di oltre 3 milioni di telespettatori.

    Problematico era invece il desiderio della Palin di ricandidarsi alla Casa Bianca nel 2012: per par condicio, TLC sarebbe poi costretta a dedicare agli altri candidati lo stesso tempo occupato dalla Palin, di qui – secondo alcuni insider – la decisione di sospendere la serie per non finire in un circolo vizioso che avrebbe snaturato la rete.

    Una fonte interna allo show ha però spiegato all’Hollywood Reporter che niente è ancora deciso, “ci sono state delle discussioni sul se continuare o meno, ma Sarah Palin’s Alaska è terminato la settimana scorsa ed è ancora presto per dire quale sia la sua fine“. Smentito anche che le trattative si siano arenate per un ritocchino allo stipendio chiesto dalla Palin, “speculazioni – spiega la fonte – basate sul nulla“.

    Sempre in tema di Discovery e affiliati, il Vaticano ha smentito il suo coinvolgimento in The Exorcist Files, nuova serie che racconterà veri casi di esorcismo: ad annunciare il coinvolgimento della Chiesa era stato il presidente di Discovery, Clark Buntin, ma monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, si è detto non ha conoscenza della serie. “Forse hanno parlato con qualche persona da sola, ma non ci sono stati contatti ufficiali“, ha spiegato il prelato, che ha poi aggiunto: “Se anche Discovery può avere interpellato singoli esperti, ogni attribuzione di questo genere al Vaticano deve essere considerata inesatta“.