Diritti Tv Champions League in esclusiva a Sky fino al 2015, protesta Mediaset

Sky Italia si è aggiudicata in esclusiva i diritti tv della Champions League fino al 2015, Mediaset protesta e ricorre all'Antitrust

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    Colpaccio di Sky Italia sul fronte dei diritti televisivi della Uefa Champions League: la pay tv di Rupert Murdoch si è infatti aggiudicata la trasmissione in esclusiva delle edizioni 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015 della più prestigiosa competizione calcistica per club europea (a cui la Rai ha recentemente rinunciato per quanto riguarda la messa in onda in chiaro). Con una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di euro Sky si è comprata l’esclusiva sia per la piattaforma satellitare che per quella digitale terrestre anche se di fatto, almeno fino al 2015, non potrà trasmettere a pagamento sul ddt. Di qui l’immediata protesta di Mediaset che, annunciando un ricorso all’Antitrust, parla di ennesimo “abuso di posizione dominante” motivato dalla “volontà di eliminare qualunque tipo di concorrenza”.

    In base all’accordo raggiunto con la Uefa, Sky Italia si è assicurata in esclusiva tutti i diritti televisivi a pagamento della Champions League per le edizioni dal 2012 al 2015 (per le partite in diretta) e i diritti tv non esclusivi degli highlights.

    Prontissima e dura la protesta di Mediaset, che si è vista così privare dei diritti della massima competizione calcistica europea sulla piattaforma digitale terrestre (fonte di grande guadagno per il suo Mediaset Premium): “Mediaset prende atto che, ancora una volta, Sky ha abusato della propria posizione dominante accaparrandosi tutti i diritti televisivi pay di una rilevante competizione calcistica internazionale. Il valore offerto è infatti al di fuori di ogni logica economica e motivato esclusivamente dalla volontà di eliminare qualunque tipo di concorrenza. E privare i telespettatori della scelta di quale offerta in pay tv guardare”.

    L’azienda di Cologno Monzese ha annunciato quindi un nuovo ricorso all’Antitrust contro Sky dopo il caso scoppiato per i Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica per motivi analoghi.

    Confidiamo nel fatto che, questa volta, l’operatore satellitare si astenga dal cancellare i diritti del digitale terrestre pay danneggiando così milioni di tifosi che sarebbero obbligati o a sottoscrivere un onerosissimo abbonamento (anche per contenuti che con il calcio non c’entrano niente) o a dover rinunciare alla visione integrale della Champions League. E non è nemmeno accettabile – si legge ancora nel comunicato di Mediaset – che la decisione se rivendere o meno i diritti del digitale terrestre pay a chi li può effettivamente esercitare sia affidata esclusivamente all’arbitrio monopolistico di un operatore dominante che metta al centro della valutazione i propri interessi e non l’interesse generale dei telespettatori. Per questo motivo Mediaset invoca la massima vigilanza da parte delle Autorità affinché i diritti per il digitale terrestre, la piattaforma più diffusa nel paese, siano rimessi sul mercato a condizioni eque e non discriminatorie”.

    La patata bollente è ora nelle mani dell’Antitrust, ma la guerra tra le due principali pay tv, che negli ultimi tempi è stata combattuta sul fronte degli spot, siamo sicuri che continuerà ancora.