Diritti tv calcio, Europa 7 ricorre a Tar contro Agcom: ha negato qualifica di emergente

Diritti tv calcio, Europa 7 ricorre a Tar contro Agcom: ha negato qualifica di emergente

Europa 7 ha presentato ricorso al Tar contro l'Agcom dopo essersi vista negata la qualifica di piattaforma emergente

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    europa 7 ricorre al Tar contro l'agcom

    Sembra non possa esserci pace per Europa 7. Dopo aver dovuto battagliare per ben 11 anni prima di debuttare sul mercato televisivo italiano, l’emittente di Francesco Di Stefano si trova a dover affrontare una nuova battaglia: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni gli ha recentemente negato la qualifica di piattaforma emergente (la sua trasmissione avviene attraverso l’Europa Dvb-T2), importante sul fronte dei diritti tv calcistici, e così la rete, on air sul digitale terrestre con sette canali hd dallo scorso ottobre, ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo del Lazio contro l’Agcom.

    Europa 7 potrebbe vantarsi di essere l’unica emittente europea a trasmettere su piattaforma Europa Dvb-T2 e a consentire con il suo decoder la ricezione del segnale digitale terrestre anche in quelle zone dove la tv digitale non si riesce a vedere con i normali ricevitori in commercio, ma ora ha altro a cui pensare: ricorrere al Tar del Lazio contro l’Agcom che gli ha negato la qualifica di piattaforma emergente e quindi la concessione di una licenza non esclusiva per i diritti tv sul calcio come prevede in questi casi la legge Melandri-Gentiloni del 2007 che ha ripristinato la contrattazione collettiva dei diritti calcistici. In virtù di questa infatti è prevista una disciplina speciale per le piattaforme emergenti cui spettano i diritti tv a prezzi proporzionati ai loro utenti.

    Europa 7 però non figura nella lista stilata dall’Agcom che ha invece inserito la IPTv (la tv via Internet), la tv via rete mobile e il DVB-H (la tv fruibile da appositi telefonini trasmessa da impianti terrestri) tra le piattaforme emergenti.

    Secondo l’Autority infatti lo standard DVB-T2 usato da Europa 7 rappresenta solo un “miglioramento” del DVB-T e non una piattaforma autonoma.

    A fine mese è atteso il responso del Tar sul ricorso presentato dal presidente dell’emittente Francesco Di Stefano che sottolinea come sia difficile raccogliere abbonamenti e pubblicità con l’attuale concentrazione del mercato e come il DVB-T2 possa essere assimilabile all’emergente DVB-H visto che anch’esso è in grado di offrire contenuti in mobilità. Senza contare poi che proprio l’Agcom “nel definire le procedure per l’assegnazione di sei frequenze nazionali terrestri, prevede la possibilità che una rete possa essere utilizzata, in alternativa al DVB-H, proprio, con la tecnologia del DVB-T2, ma non in DVB-T, per non alterare l’assetto concorrenziale del mercato”. Riuscirà Europa 7 a vedersi riconosciuta la qualifica di piattaforma emergente? La partita è importante soprattutto in funzione dei diritti tv sul calcio, potenziale attrattiva per nuovi abbonati.

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