Digitale Terrestre, Sky si ritira dal Beauty Contest

Sky Italia ha deciso di ritirarsi dal bando per l'assegnazione delle nuove frequenze DTT, il cosiddetto beauty contest

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    Clamorosa svolta nel cosiddetto Beauty Contest per l’assegnazione delle nuove frequenze del Digitale Terrestre: Sky ha deciso di abbandonare la gara a causa dei gravi ritardi con cui si sta procedendo alla valutazione e all’assegnazione delle frequenze DTT. Tempi incerti che rendono altrettanto incerti gli investimenti e la possibilità di pianificare gli interventi economico-produttivi del monopolista satellitare, che ha deciso, quindi, di abbandonare la partita.

    E dire che il Governo Berlusconi ha fatto l’impossibile pur di tener fuori Sky dal bando per l’assegnazione dei nuovi multiplex digitali… Ricorderete certo le furiose polemiche tra Governo e Unione Europea per l’ingresso di Sky nel mercato del digitale terrestre: a fronte di un accordo che bloccava l’avvento di Sky con proprie frequenze sul DTT fino al 2012 (accordo previsto nel ‘contratto d’acquisto’ di Stream-Telepiù che ha sancito l’arrivo di Sky in Italia), l’Unione Europea stabilì già nel 2010 che Sky avrebbe potuto anticipare la data del suo sbarco sul mercato DTT, dato il mutato contesto tv che nel frattempo era maturato in Italia.

    Il Governo Berlusconi, soprattutto per intervento del ministro allo Sviluppo Economico – competente in materia -, ha fatto di tutto per ostacolare l’ingresso anticipato di Sky, cercando prima di evitare il pronunciamento favorevole della Commissione Europea nel confronti di Sky Italia, quindi predisponendo un bando per il Beauty Contest che avvantaggiasse chi operava già nel settore. Sky non avrebbe potuto, in ogni caso, per i primi anni, affacciarsi sul settore DTT Pay, ad appannaggio al momento della sola Mediaset Premium.

    Tra i solleciti dell’UE e le polemiche per i ritardi con cui il bando è stato diramato, al contest hanno partecipato una decina di soggetti, che attendono ancora di conoscere il proprio destino.

    A fronte di questi ‘ingiustificati ritardi’, probabilmente resi ancora più ‘incerti’ dal cambio della guardia a Palazzo Chigi, Sky ha deciso di lasciare perdere.

    Tutto questo non deve leggersi, però, come un disinteresse di Sky nei confronti del mercato italiano, come spiega Andrea Zappia, nuovo AD di Sky Italia: Ci auguriamo che questa nostra decisione, per quanto difficile e onerosa, possa dare un serio contributo ad avviare un dibattito aperto e costruttivo sul futuro della televisione nel nostro Paese; un futuro che in Italia, come in tutto il mondo, vede lo sviluppo e l’affermarsi di nuovi modelli di business basati anche su forme e tecnologie diverse dal DTT, basta pensare al successo che in altri mercati stanno avendo operatori che distribuiscono i loro programmi via DSL e fibra. Di fronte a un mercato in continua evoluzione non sono ammissibili ritardi politici, che finiscono solo per bloccare investimenti privati e nuova occupazione. Credo - continua Zappia – che da questo punto di vista il Beauty Contest avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione, ma ritengo che questa occasione sia stata mancata a causa dell’impostazione che è stata data a tutto il processo. Questa decisione non modifica, ma anzi conferma e rafforza, l’intenzione a continuare a investire nel nostro Paese e a fornire il nostro contributo alla sua crescita economica.

    Cosa succederà adesso?