Digitale Terrestre: Romani insiste contro Sky, il bando slitta a marzo

Si allontana ancora il bando per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre

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    paolo romani ministro sviluppo1

    Digitale Terrestre ancora al centro dell’attenzione. Dopo quanto deciso nei giorni scorsi, oggi tutto sembra da rifare. Il ministro Paolo Romani pone un nuovo interrogativo e la gara per l’assegnazione dei tre multiplex slitta forse a marzo. Il quesito presentato da Romani riguarda il principio di reciprocità, in parole povere il governo si sta ancora chiedendo se la partecipazione di Sky sia o meno in contrasto con la normativa attualmente in vigore.

    Da qui si è aperto un dibattito che ha coinvolto anche l’onorevole Benedetto Della Vedova che ha trovato l’argomento marginale e di scarsa importanza rispetto a problemi più seri come il passaggio di Wind ai russi. “mi pare assurdo – spiega – che il governo si occupi di un tema marginale come il digitale terrestre, che riguarda un’importante azienda americana come Sky, quando per uno Stato le frequenze telefoniche sono molto più importanti”.

    E’ chiaro che il problema sia esclusivamtne legato a Sky, si tratta ora di capire quale volontà o meno ci sia di far partecipare alla gara la società americana. Già lo scorso dicembre Romani aveva posto il medesimo quesito, ma il giudizio fu sospeso poiché risultava essere stato formulato “in termini generali e sintetici e privo di un’argomentata illustrazione dei punti problematici”.

    Il secondo passaggio da parte del Consiglio di Stato fu poi quello di chiarire se le osservazioni dell’Agcom e del ministero degli esteri, chieste dai giudici e trasmesse a Romani potessero essere considerate risolutive, ma non lo sono state, visto che è stato chiesto un nuovo parere. In sostanza Sky non era mai stata nominata nel quesito e, “In caso di errore nella formulazione un ricorso potrebbe fermare il beauty contest. E d’altra parte è fondamentale che non ci siano dubbi interpretativi perché è la prima volta che in Europa si fa una gara simile”.

    Ma quello che Romani non ha ancora sciolto riguarda la reciprocità cioè, è condizione sufficiente per una società avere lo stabilimento in un paese dell’Unione Europea o la presenza di un’azienda americana impone vincoli più stretti? I tempi dunque si allungano nonostante Romani la scorsa settimana avesse rassicurato Joaquin Almunia, commissario europeo su un bando pronto in poche settimane.

    E pare ci vogliano 20/30 giorni di tempo perché ol Consiglio di Stato decida su Sky in dtt. Paolo Romani nel question time ha affermato, “La complessità di una questione che ha riguardato diversi istituti e la delicatezza della questione ha imposto di rivolgersi a un organismo terzo come il Consiglio di Stato per un parere sul principio della reciprocità”.