Digitale terrestre Rai, class action contro il black out su Italia-Nuova Zelanda

L'Assoutenti Piemonte è decisa a intraprendere una class action contro la Rai per il black out del segnale digitale terrestre durante la partita Italia-Nuova Zelanda, evvenuto domenica scorsa in varie aree del torinese

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    L’Assoutenti è decisa a scendere in campo al fianco dei tanti telespettatori torinesi che domenica pomeriggio non hanno potuto seguire il secondo tempo di Italia-Nuova Zelanda, secondo match degli Azzurri di Lippi ai Mondiali di Calcio 2010, a causa del black out del segnale digitale terrestre Rai. Si sta organizzando una class action contro Viale Mazzini per inadempienza contrattuale conseguente all’interruzione della fornitura del servizio televisivo e violazione del contratto di servizio.

    Il black out del segnale del digitale terrestre Rai che ha impedito a molti telespettatori dell’area di Torino di seguire il secondo tempo di Italia-Nuova Zelanda domenica 20 giugno sta per avere conseguenze legali. Assoutenti Piemonte, infatti, ha dato mandato ai suoi legali di verificare la fattibilità di una Class action per ottenere un risarcimento danni collettivo da parte della Rai a favore di quanti sono rimasti a schermo nero nel bel mezzo della seconda partita della nostra Nazionale ai Mondiali di Calcio 2010 in Sudafrica. L’imputazione sarebbe quella di ‘ inadempienza contrattuale conseguente all’interruzione della fornitura del servizio televisivo e violazione del contratto di servizio’.

    Stando alla spiegazione fornita a caldo da Viale Mazzini, il black out digitale è stato causato da un forte calo della tensione elettrica che ha messo fuori uso gli impianti di trasmissione del segnale. Enel, immediatamente nel mirino, ha fatto rapidamente sapere che da anni la gestione della rete elettrica e degli impianti è in mano alla società indipendente Terna (che di certo si appellerà all’eccezionale ondata di maltempo degli ultimi giorni). Intanto il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (dell’area dell’opposizione) si è affrettato a chiedere alla Rai una serie di spiegazioni circa la gestione delle infrastrutture di trasmissione: “Possibile che la Rai non appresti un servizio di monitoraggio continuo sugli impianti o un sistema di controllo che eviti guasti capaci di innescare reazioni del tutto giustificate da parte degli utenti che pagano il canone?“.

    Al di là di tutto si dovrà trovare un modo per rendere più stabile il segnale digitale terrestre, decisamente più delicato e ‘volatile’ del caro segnale analogico.