Digitale terrestre, LCN: Tv Locali vs i bandi del Ministero

Il comitato radio tv locali si è schierato contro i bandi di assegnazione del posizionamento dei canali sul telecomando digitale terrestre pubblicato dal ministero dello sviluppo economico

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    Il Comitato Radio Tv Locali si schiera contro il Bando del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni pubblicato lo scorso 11 agosto per l’attribuzione della numerazione sul telecomando sul digitale terrestre (lista LCN) e accusa l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di aver chiuso gli occhi di fronte al “maldestro, quanto purtroppo efficace, tentativo dei grandi operatori televisivi di cancellare con un colpo di spugna trent’anni di presintonizzazione delle tv locali”.

    Dopo il piano di assegnazione delle frequenze e i recenti bandi per l’attribuzione della numerazione sul telecomando sul digitale terrestre(LCN), le tv locali dicono “Adesso basta!”. Secondo il Comitato Radio Tv Locali sia la delibera dell’Agcom del 4 agosto che il bando del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni dell’11 agosto giocano “a favore dei grandi operatori (già esistenti) e solo 10 (dieci!) saranno le emittenti locali che sopravvivranno per ogni area tecnica italiana. Tutte le altre – si legge in un comunicato del CRTL – naufragheranno inesorabilmente nell’oceano di 1000 numerazioni, con probabilità di sintonizzazione da parte dell’utente affidate al caso”.

    I bandi per la richiesta della posizione sul telecomando dei canali televisivi in realtà sono due: uno riguarda le aree ancora da digitalizzare (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e l’intero Piemonte, con domande da presentare entro il 20 settembre), e l’altro concerne le regioni già passate al digitale (Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio -esclusa la provincia di Viterbo- e Campania, con richieste da presentare dal 21 settembre all’8 ottobre). Mentre per le tv nazionali in chiaro saranno valutati la data d’avviamento e i dati di ascolto con i canali suddivisi per diversi generi, le emittenti locali otterranno la numerazione LCN sulla base delle classifiche redatte dai Corecom regionali per l’assegnazione dei contributi.

    Le tv locali associate al CRTL non si spiegano come un organo dello Stato come l’Agcom abbia fatto finta di niente “mentre i grandi gruppi scalzavano le emittenti minori dalle posizioni faticosamente acquisite con la costante relazione col proprio territorio, consentendo che gli ultimi arrivati (compresi quelli che hanno contenuti di televendite 24H) precedessero sul telecomando imprese locali di indubbia storicità”.

    Il CRTL se la prende anche con le altre associazioni delle emittenti locali, accusate di non aver fatto abbastanza affinché questo “scempio” non si compisse, e chiede infine a tutte le tv locali di fare ricorso insieme al giudice amministrativo.