LCN Digitale Terrestre, non cambia la numerazione dei canali

LCN Digitale Terrestre, non cambia la numerazione dei canali

Il Consiglio di Stato conferma l'annullamento della sentenza con la quale il Tar del Lazio 'cancellava' il piano LCN dell'Agcom: la numerazione dei canali DTT resta, pertanto, invariata

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    lista canali LCN DTT

    Non cambia la numerazione dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento, nota anche come LCN (Logistic Channel Number): il Consiglio di Stato, infatti, ha ‘annullato’ difinitivamente la sentenza del Tar del Lazio che qualche settimana fa aveva accolto le rimostranze del comitato delle tv Locali e ‘azzerato’ il piano di numerazione dell’Agcom, in vigore dallo scorso novembre. Per ora, quindi, nessun cambiamento nelle liste canali, ma la guerra senza dubbio continuerà.

    Come ricorderete, lo scorso 29 luglio il Tar del Lazio aveva accolto le rimostranze del Comitato Tv Locali (da sempre avverso alla delibera con la quale l’Agcom aveva deciso l’ordine numerico di ‘apparizione’ dei canali del digitale terrestre) annullando le disposizioni contenute nella delibera 366/10/Cons dell’Agcom per motivi ‘formali’ e ’sostanziali’.

    L’Agcom e il Ministero dello Sviluppo Economico (parte in causa nella definizione del piano LCN) hanno quindi fatto ricorso al Consiglio di Stato che ha provveduto d’urgenza a ‘congelare’ la sentenza del Tar - che di fatto imponeva l’adozione di nuovi criteri per la numerazione, considerando inadeguati quelli adottati dall’Agcom per la definizione del Piano LCN sancito nel novembre 2010 – in attesa di un provvedimento ‘definitivo’, atteso per il 30 agosto.

    Il Consiglio di Stato ha mantenuto ‘la promessa’, emettendo l’altro ieri un’ordinanza (la n. 3642/2011 del 30 agosto) nella quale ha confermato la sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar del Lazio dello scorso 29 luglio. Il risultato è che restano in vigore le regole già fissate nella delibera Agcom n.

    366/10/CONS, quindi quelle attualmente utilizzate. Nel dettaglio, il Consiglio di Stato ha evidenziato che “il provvedimento di regolamentazione – impregiudicata ogni valutazione nel merito in ordine alla congruità ed idoneità della fase istruttoria preordinata alla sua adozione – realizza, allo stato, un ordinato e coerente sistema di accesso ai canali di trasmissione televisiva digitale che, nella more della decisione nel merito della presente impugnativa, persegue fini di rilievo pubblico prevalenti su singole posizioni delle emittenti locali che si assumono lese dalla numerazione assegnata, prevenendo situazioni di generale incertezza e, di fatto, di deregolamentazione dell’accesso e dell’ utilizzo dei canali di radiodiffusione digitale“. Tradotto dal burocratese, secondo il Consiglio di Stato le regole fissate dall’Agcom sono giuste e l’interesse pubblico nella fruizione della tv dtt ha la meglio sulle ‘singole rimostranze’ delle tv locali.

    Ora si attende il giudizio di merito del Consiglio di Stato, ma di certo il Comitato delle Tv Locali non resterà a guardare.

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