Dialoghi Impossibili – La prevalenza dei format

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ippoliti

Bandiera bianca

“Bisogna prendere atto che è finita un’epoca che niente è come prima. In tv oggi dominano i format. Qualcuno deve produrli, ovviamente all’esterno dell’azienda, così girano molti più soldi e più potere. Peccato che la Rai abbia undicimila dipendenti che non fanno praticamente nulla”.
Gianni Ippoliti, su Vanity Fair, 10.5.07

E bravo Ippoliti! Non è che mi siano mai molto piaciuti i suoi programmi, in cui gente semplice e poco avvezza al mezzo televisivo veniva “usata” come fenomeno di cui prendersi gioco. Comunque l’autore e conduttore in questione è intelligente ed ora è confinato nelle rubrichette di In famiglia.. Colpisce la lucidità e la serenità con cui fotografa il dramma Rai. Giorni fa, andando a viale Mazzini, ne ho incontrati alcuni di quegli undicimila mentre sciamavano nei corridoi. Abbiamo visto cosa possono produrre gli sfornatori di format (Colpo di genio, Apocalypse Show, etc.) e sarebbe ora di tornare alla tv degli autori, scritturati e tenuti sotto controllo dalla Rai. In modo che la stessa possa assumersi oneri e onori del suo prodotto. Beata illusione?

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Amelia 9 maggio 2007 10:30
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Tornare alla tv degli autori, al cinema dei registi, al teatro degli attori: ormai ne parliamo come se si trattasse di un’utopia…allora è anche nostra la responsabilità! Il pubblico è asfittico, non sa o non ricorda come si potrebbe utilizzare al meglio la scatola magica, e si accontenta del “male minore”.

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9 maggio 2007 12:20
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Giò 9 maggio 2007 13:12
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ok, che??????
Amelia ha assolutamente ragione

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Daniela 9 maggio 2007 13:19
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Perchè Funari, Magalli, e non mi ricordo neanche il nome degli altri, sì e ippoliti no?uno dei pochi conduttori con vena ironica, intelligente, preparato relegato in uno spazio che starebbe stretto a chiunque superi il metro e venti di altezza, ma che lo rend piacevole e arguto. Per i format rassegnamoci: Rai e Mediast hanno il kitch nelle vene. O pessimi o morte: degli spettatori innocenti.

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Amelia 9 maggio 2007 15:19
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rassegnarsi mai! e tra Ippoliti e Magalli, ipotizziamo possa esistere l’alternativa!

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Cecilia 9 maggio 2007 17:59
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perchè ipppoliti sfotteva la gente, però sui format ha ragione!

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Aretha 9 maggio 2007 18:54
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A me ippoliti è sempre piaciuto; secondo me non “sfotteva la gente”, i suoi erano dei programmi un po’ strani, inconsueti… ma mai della cattiveria ho intravisto nel suo modo di “usare” i suoi protagonisti!

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Carlito 9 maggio 2007 18:59
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bé, io ricordo una vecchi cicciona praticamente messa alla berlina.

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Rossella 14 maggio 2007 19:07
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possibile che in Italia non siano “cervelli” che possano produrre, non dico tanto, ma un po’ meglio delle insulce banalità, stile americano, che ci vengono quotidianamenteproposte e che noi paghiamo salatamente!
Per Funari che è stato un flop fin dalla prima serata, non era meglio mandarlo a casa e farci vivere di ricordi mortadellosi. Pernon parlare di quella schifezza, in prima serata, di Canino.Squallido,volgare, pensava di sconvolgere i telespettatori ma in fondo è stato solo un emetico

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Sandra 17 maggio 2007 17:50
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Il mondo degli autori televisivi non è meglio di quello degli impiegati statali. Ci sono gli assunti, privi di idee, perchè quando le avevano non andava mai bene niente. E poi ci sono le case di produzioni che propongono format comprati alle fiere estere, solo da tradurre. In realtà quando si vuole fare gli originali, vengono chiamati gli scrittori che non hanno la più pallida idea di cosa significhi pensare per lo schermo. Escono filmetti che ci si vergogna a mandare in onda e si grida allo scandalo, “lei non sa chi sono io”! Invece di far lavorare gli sceneggiatori si prendono magari firmette che dovrebbero garantire il risultato. Un pò come con i libri. vende più un comico di un letterato… ma alla fine la tivvù viene penalizzata e gli ascolti crollano… sono d’accordo: che ciascuno faccia il suo mestiere al meglio.
sandra

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