Di Padre In Figlia, la fiction di Rai 1 non è (più) ‘camomilla per anziani’

La prima puntata di Di Padre In Figlia si dimostra all'altezza delle aspettative e vince la gara degli ascolti. In una stagione televisiva in cui le fiction Rai hanno inanellato un successo dopo l'altro, è arrivato il momento di constatare la bontà del prodotto e smentire una vecchia affermazione, divenuta cult.

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    La prima puntata della fiction Di Padre In Figlia ha già raccolto un ampio consenso in termini numerici: gli oltre 6 milioni di telespettatori totalizzati da Rai 1 nella sera del 18 aprile 2017 dimostrano che la qualità paga. Le vicende della famiglia Franza, infatti, appassionano e ci riescono perché sono ben scritte, ben raccontate e bene interpretate. Il cast si conferma all’altezza delle aspettative e Mamma Rai continua a mietere successi, in una stagione televisiva che ha visto battere ogni record in ambito fiction, un esempio su tutti: Il Commissario Montalbano, asso piglia tutto sia in prima visione sia in replica.

    Alla fine me lo hai fatto sto benedetto maschio. Brava‘. Inizia così Di Padre In Figlia: un affresco veritiero di una Italia a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60 ancora maschilista, in cui il ruolo della donna non poteva essere accostato al concetto di emancipazione; un’Italia che, da lì a poco, però, sarebbe cambiata. La fiction ideata da Cristina Comencini e diretta da Riccardo Milani mostra senza remore uno spaccato di Italia, di nucleo familiare di quegli anni, e lo fa con delicatezza, ma senza ovattare. La scrittura è sapiente e ben calibrata.

    Di Padre In figlia racconta la tradizione e la modernità insieme, la rigidità dei tempi e il vento di novità che presto avrebbero portato a un sostanziale cambiamento dei costumi e anche del rapporto genitori-figli. L’Italia degli anni ’60, del boom economico, viene rappresentata su più piani di racconto, tutti legati da un unico fil rouge: la storia della famiglia Franza, facoltosi produttori di grappa.

    Il cast, dicevamo, si dimostra all’altezza delle aspettative: il personaggio principale è quello di Maria Teresa, magistralmente interpretato da Cristiana Capotondi, sempre più brava, capace, ancora una volta, di cimentarsi in un dialetto diverso dal proprio e di risultare assolutamente credibile. Sulle scene da più di vent’anni, nella stagione televisiva 2016-2017 la Capotondi ha confermato la sua grande capacità attoriale con Io Ci Sono, il film TV sulla storia di Lucia Annibali, andato in onda su Rai 1 il 22 novembre.

    Accanto a lei, una brava Matilde Gioli, attrice ex esordiente – nel 2014 il debutto sul grande schermo con Il Capitale Umano di Paolo Virzì – adesso in forte ascesa; ricordiamo che nel 2016 è stata scelta da Fabio Fazio come ‘valletta’ di Rischiatutto. Alessio Boni, il papà Giovanni Franza, bravo, bravissimo nel ruolo del padre maschilista, retrogrado, in linea con i tempi. Stefania Rocca, nei panni di una moglie rispettosa ma ribelle, almeno nell’animo, in silenzio, come si confaceva a una donna nell’Italia degli anni ’60. Infine, Alessandro Roja e Domenico Diele, i Rocco Venturi e Luca Pastore di 1992, sono Riccardo e Filippo, i giovani fidanzati delle due protagoniste Maria Teresa ed Elena.

    Il merito di Di Padre In Figlia è la capacità di sottolineare quanto l’imprinting maschilista abbia influenzato la società: ‘Adesso vedrai cosa succederà: lui comanderà e papà penserà solo a lui. I maschi comandano sempre‘: questa prima, forte, battuta racchiude in sé secoli di storia e prepara il telespettatore a quello che verrà mostrato da lì a poco.

    Al di là del caso specifico, però, è d’uopo una considerazione che riguarda la mera bontà del prodotto ‘fiction’. Nel 2012 Paolo Virzì, ospite di TvTalk, definì le fiction di Rai Uno ‘camomilla per anziani‘. Questa citazione, diventata cult tra gli addetti ai lavori, non trova più riscontro con la realtà. Il pregio della Rai degli ultimi anni, infatti, è aver regalato ai telespettatori prodotti di qualità. La lista è lunga: E’ arrivata la felicità, Tutto può succedere, L’allieva, Questo nostro amore 70, Volare, Un matrimonio, Braccialetti rossi, Il sindaco pescatore, Luisa Spagnoli, per citarne alcuni.

    Di Padre In Figlia, e la fiction in generale, non è ancora cinema, ma non è neanche più camomilla, piuttosto una bibita fresca. Anzi, una grappa pregiata. Almeno in questo caso.