Desperate Housewives, nullo il processo Nicollette Sheridan vs Marc Cherry

Desperate Housewives, nullo il processo Nicollette Sheridan vs Marc Cherry

Dopo poche settimane giunge a conclusione il processo Nicollette Sheridan vs Marc Cherry: il processo è stato dichiarato nullo, in quanto la Sheridan è riuscita a racimolare solo 8 voti su nove necessari affinché la sentenza dei giurati fosse valida

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    E’ terminato con un nulla di fatto il processo Nicollette Sheridan vs Marc Cherry e ABC Studios per il quale l’attrice chiedeva un risarcimento da sei milioni di dollari: la giuria non ha saputo esprimersi sulla questione e il giudice non ha potuto far altro che dichiarare nullo il verdetto e di conseguenza anche nullo il processo. Dopo ore di discussione, 8 giurati hanno dato ragione alla Sheridan, 4 a Cherry e agli studios della Disney, ma per essere valida la sentenza avrebbe dovuto avere almeno nove voti a favore di una delle due parti, di qui l’annullamento. Non è chiaro cosa faranno adesso gli avvocati dell’attrice, che potrebbe intentare un nuovo processo.

    Dopo poche settimane giunge a conclusione il processo Nicollette Sheridan vs Marc Cherry, intentato dalla prima nei confronti del creatore delle Casalinghe Disperate e degli ABC Studios (che producono la serie): il processo è stato dichiarato nullo, in quanto la Sheridan è riuscita a racimolare solo 8 voti su nove necessari affinché la sentenza dei giurati fosse valida. Non è chiaro quanto la decisione faccia felice ABC, mentre gli avvocati dell’attrice – che da quando sono finite le Disperate è scomparsa dal piccolo schermo – non hanno escluso la possibilità di intentare un nuovo processo.

    Il processo, ricordiamo, non è stato esente da colpi di scena: inizialmente partita con un risarcimento di 20 milioni di dollari per percosse, violenza sessuale e ingiusto licenziamento, la mega-causa è stata ridimensionata col passare dei mesi: prima è caduta l’accusa di violenza sessuale, poi i danni sono stati ridotti a 4 milioni di dollari, poi il giudice aveva fatto cadere le accuse di percosse contro il creatore delle Casalinghe Disperate su cui Nicollette Sheridan aveva costruito buona parte del processo, e pochi giorni prima – per difendersi dall’accusa di aver ucciso Edie Britt per ‘ritorsione’ delle lamentele della sua interprete – la produzione si era lasciata sfuggire uno spoiler gigantesco su una morte principali che è poi avvenuta nell’episodio andato in onda una decina di giorni fa in America.

    Per la cronaca, anche nel corso dell’ultima udienza gli avvocati della ABC hanno escluso l’ingiusto licenziamento: secondo la loro tesi, Cherry aveva ricevuto il via libera di uccidere Edie Britt quattro mesi prima degli eventi che avevano poi portato alla denuncia della Sheridan, definita poco professionale. Secondo la testimonianza di Cherry, la Sheridan arrivava in ritardo sul set e si scordava le battute (accuse non provate secondo gli avvocati dell’attrice), ma allora rimane da capire perché poi alla Sheridan fu rinnovato il contratto, con una clausola che le garantiva di essere pagata per una stagione completa e di avere una quota dei profitti della serie.

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